«Candia ora è assediata» I cinghiali saranno abbattuti
CANDIA CANAVESEI danni provocati all'ambiente, ai prati ed alle colture agricole, dai cinghiali aumentano. Anche nel parco naturale del lago di Candia, uno degli habitat preferiti dagli ungulati. Ma la loro crescita incontrollata ora genera situazioni di rischio per l'incolumità pubblica. L'allarme lo lancia Mario Mottino, il sindaco del paese lacustre, che per 15 anni ha presieduto l'ente di gestione del parco, ora guidato dalla Città metropolitana: «Sono settimane - si sfoga Mottino - che ricevo segnalazioni da parte di visitatori del parco che a qualsiasi ora del giorno si trovano a contatto con gli ungulati. È capitato anche a me. Per il momento non ci sono stati incidenti: gli esemplari avvistati sono scappati nella zona della palude: ma il rischio resta dietro l'angolo. Senza dimenticare poi i danni alle colture agricole: ai campi di mais a quelli di patate, ai prati destinati al foraggio che vanno a colpire agricoltori già penalizzati dalla pandemia». Ecco che Mottino, lo scorso 30 aprile ha scritto una lettera alla Città metropolitana chiedendo di intervenire con urgenza. «Tra l'altro il piano di gestione del parco, -ricorda Mottino - compreso in una zona di interesse comunitario, prevede il piano di contenimento dei cinghiali». La risposta di Marco Marocco, vice sindaco di Città metropolitana - arriva sui canali social all'indomani di un vertice on line con la Prefettura di Torino, che era stato sollecitato dal presidente di Coldiretti Torino, Fabrizio Galliati. «Abbiamo aperto un tavolo tecnico - rende noto Marocco - che prevede un'attività di coordinamento con le istituzioni, con l'Ispra e con le organizzazioni di categoria agricola sul modello di quanto fatto per vigilare sulla sicurezza nella case di riposo. Il primo passo sarà il monitoraggio nelle varie zone per poi passare ad una nuova gestione del piano di contenimento e di abbattimento dei cinghiali. Un servizio che deve essere affidato alle guardie venatorie e non al volontariato dei cacciatori. Servono però nuove leggi e nuove assunzioni». Marocco ha parlato di un'emergenza che sta diventando, di giorno in giorno, sempre più complicata anche a causa del blocco dell'attività di sorveglianza imposta dalle normative per il contenimento del Covid. Nella lettera inviata alla Città metropolitana Mottino ha segnalato la grande preoccupazione per le aziende agricole del territorio che, continuamente, stanno subendo ingenti danni da selvatici sia alle coltivazioni in atto sia alle semine, compromettendo il lavoro dei prossimi mesi, ed il rischio per la pubblica incolumità. «Sono anni ormai -conclude il sindaco - che non si fanno piani di contenimento dei cinghiali all'interno del parco». Dai dati dell'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale, in tutta Italia, la popolazione di cinghiali è passata da 500mila esemplari nel 2010 a oltre un milione di oggi, e che le segnalazioni di danni causati all'agricoltura da fauna selvatica pervenute in Regione Piemonte nel 2020 sono state oltre cinquemila. La Coldiretti aveva chiesto aiuto ai cacciatori: «Abbattete i cinghiali». --Lydia Massia