L'acqua invade via Torino Non c'è pace per San Grato

Andrea Scutellà / ivreaNon è la prima volta che accade e, forse, non sarà neanche l'ultima. I tubi dell'acquedotto hanno ceduto di nuovo in via Torino, all'altezza di via della Liberazione, lasciando gli automobilisti senza strada, completamente allagata e inservibile per tutta la giornata di mercoledì 14 ottobre, e i residenti di un pezzo di San Grato senz'acqua fino alle 15. All'asciutto anche la primaria Olivetti e la scuola dell'infanzia di via Rossini, a cui la Smat ha lasciato boccioni d'acqua potabile per sopperire alla carenza. Sul posto anche la polizia municipale di Ivrea, che ha gestito il traffico nella zona. «Che vuoi farci, sono cose che succedono - commenta il titolare di un bar enoteca, che insiste proprio nel punto rimasto chiuso al traffico -, è come quando piove o accade una calamità naturale, non possiamo controllarlo. Sì certo, i tubi sicuramente non sono nuovi. Io vivo qui da 60 anni e non li ho visti posare». Davanti al bar poco più avanti c'è un piccolo capannello. Una signora arringa. «Devo dire, però, - spiega -, che sono stati puntuali. Inizialmente avevano detto che sarebbe tornato tutto a mezzogiorno, poi però si sono accorti di non avere i raccordi giusti. Così han rimandato alle 15. E alle 15.01 l'acqua era tornata». L'assessore alle Manutenzioni Michele Cafarelli, ha sottolineato come a rompersi sia stato un «tubo con una portata di acqua di 100 litri al secondo». Non proprio una sciocchezza, dunque. Accade dopo la rottura di una fognatura in via delle Rocchette, durante la piena della Dora, che ha causato il cedimento della strada, con una voragine aperta. Anche lì la strada è stata riaperta dopo un paio di giorni.Basta fare un giro per San Grato, poi, per notare che i problemi della zona non si fermano ai tubi della Smat. Nell'area verde di via Fratelli Cervi, sul retro della primaria Olivetti, ci sono ancora i segni del passaggio di alcuni cinghiali, già documentato in passato.Basta aggirare via Fratelli Cervi e dirigersi verso la vicina via Perotti, poi, per notare dei locali caldaia abbandonati. Da qui dipartono dei tubi che un tempo portavano del gas e che passano sotto un camminamento traballante. A un certo punto, però, viene interrotto da una buca pericolosa, proprio di fronte a un garage. Sono stati gli stessi cittadini a recintarlo con un pellet d'emergenza. «Nessuno è mai venuto a controllarla - spiega Emanuela Rossi, residente della zona -. Dopo l'articolo della Sentinella sono passati a buttare un po' d'asfalto qui in via Fratelli Cervi, ma poi non si è più visto nessuno. Io ho chiamato il Comune e ho chiesto cosa dobbiamo fare per costituire un'associazione pro San Grato, come hanno fatto a Bellavista. Magari le cose cambiano anche qui: viviamo tra buche, lavori continui, marciapiedi non adatti alle persone anziane. Poi, ci sarebbe bisogno anche di un centro anziani. Non tutti riescono a raggiungere quello che c'è, è troppo lontano». Alle spalle dei locali caldaia, poi, ci sono gli orti con le discariche abusive di amianto. Tutto, nel quartiere cuore della buffer zone Unesco, impreziosito recentemente dai murales del festival dell'Architettura. --