Dodici Comuni al voto in Canavese Sono 300 gli aspiranti consiglieri
Vincenzo Iorio / IVREADomenica 20 e sabato 21 settembre sono 12 i Comuni canavesani che andranno al voto (26mila residenti) per un totale di 29 candidati a sindaco e poco meno di 300 aspiranti consiglieri comunali. Urne aperte a Baldissero, Cascinette, Castellamonte, Castelnuovo Nigra, Montalenghe, Parella, Pont Canavese, Samone, San Giusto, Torre, Valperga e Vistrorio. Rinnovo delle amministrazioni anche in 18 Comuni della Bassa Valle d'Aosta per un totale di circa 300 candidati (26 liste). Nella regione confinante si voto anche per il rinnovo del consiglio regionale. Le elezioni sono state revocate a Caravino (911 residenti), dove sabato 23 agosto, a sorpresa, in municipio non sono state presentate liste elettorali. Nessuno ha raccolto il testimone della maggioranza e della minoranza uscenti. A pesare l'incertezza di quello che accadrà in autunno sul fronte della pandemia da Covid. Il paese tornerà alle urne tra 12 mesi ed è amministrato da un commissario. Quando si votaLe operazioni di voto si svolgeranno domenica 20 e lunedì 21 settembre. Nella giornata di domenica le urne rimarranno aperte dalle 7 alle 23, mentre il lunedì dalle 7 alle 15.Come si votaNei Comuni fino a 15.000 abitanti (tutti quelli del Canavese) si può tracciare un segno solo sul candidato sindaco o solo sulla lista collegata al candidato sindaco o anche sia sul candidato sindaco che sulla lista collegata al medesimo candidato sindaco: in ogni caso il voto viene attribuito sia alla lista di candidati consiglieri che al candidato sindaco collegato. È eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti.Le preferenzeNei Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti si può esprimere una sola preferenza. Nei comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti è possibile esprimere due preferenze per i candidati a consigliere comunale, scrivendone il cognome nelle apposite righe tratteggiate poste al di sotto del contrassegno di lista. In caso di espressione di due preferenze, queste devono riguardare una candidata di genere femminile ed un candidato di genere maschile (o viceversa), pena l'annullamento della seconda preferenza.Il referendumIl 20 e il 21 settembre si vota gli elettori saranno chiamati alle urne per approvare o respingere la legge di revisione costituzionale votata dalle Camere e con cui è stato previsto il taglio del 36,5% dei componenti di entrambi i rami del Parlamento. Inizialmente previsto per lo scorso 29 marzo, il voto referendario è slittato a causa dell'emergenza sanitaria. Non si tratta di un referendum abrogativo, ossia un quesito per "annullare" una legge, ma di un referendum costituzionale confermativo, indetto per approvare una riforma della carta fondamentale dello Stato. Gli elettori sono infatti chiamati a confermare o bocciare la riforma degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione italiana, modifica approvata dal Parlamento, che prevede il taglio dei parlamentari, riducendo l'attuale numero da 945 a 600, per un totale di 400 deputati (ad oggi sono 630) e di 200 senatori (al momento sono 315), mantenendo i senatori a vita (ma riducendone il numero, al massimo 5 in totale). Prevista anche una diminuzione dei parlamentari all'estero: i deputati scendono da 12 a 8, i senatori da 6 a 4. Il principale aspetto da tenere presente è che si tratta di un referendum costituzionale confermativo, che quindi non prevede un quorum minimo: l'esito delle urne sarà valido anche se il 20 e 21 settembre non si raggiungerà il 50% più uno dei votanti. A differenza di quanto succede invece con i referendum abrogativi, questa volta l'astensione dal voto non "varrà" come un no. Nel caso il 20 e il 21 settembre vincesse il "no", con la maggioranza dei voti, la riforma sul numero dei parlamentari non avrà effetto. Tutto rimarrà come è oggi: il parlamento resterà composto da 630 deputati e 315 senatori, per un totale di 945 parlamentari (a cui si aggiungono i senatori a vita, sei al momento). --