Senza Titolo

Edoardo Izzo / ROMA Hanno picchiato e ucciso Willy Monteiro Duarte nel corso di un brutale e insensato pestaggio. Adesso, a distanza di otto giorni dall'omicidio, chiedono di rimanere in isolamento nel reparto protetto del carcere romano di Rebibbia. Ora sono loro ad avere paura: le notizie girano; in carcere gli «infami» pagano, a Roma come altrove. Lo sanno bene i fratelli Marco e Gabriele Bianchi e il loro amico Mario Pincarelli, arrestati per l'omicidio del 21enne, avvenuto tra sabato e domenica dell'altra settimana a Colleferro, vicino Roma. La richiesta è arrivata dai legali dei giovani che l'hanno motivata con l'esigenza di una maggiore sicurezza. I tre, in questo momento, si trovano, come tutti i neo-detenuti, in regime di isolamento, nel rispetto delle normative per il contenimento dell'epidemia da Covid-19. I loro legali hanno però chiesto che al termine dei giorni di quarantena possano accedere a un regime di protezione all'interno del penitenziario. A motivare la richiesta le numerose minacce di morte giunte nei giorni scorsi, anche via social o attraverso telefonate minatorie, sia ai parenti degli arrestati che ai difensori. Al giudice e ai vertici del Dap, i tre legali hanno quindi chiesto di considerare i rischi legati all'arresto dei loro assistiti, per tutelarne l'incolumità e il loro «diritto a una giusta detenzione». La minaccia sembra essere concreta. A temere per l'incolumità dei tre anche il garante dei detenuti del Lazio, Stefano Anastasia, che ritiene che i tre ragazzi di Artena possano essere «oggetto di attenzioni per così dire sgradite all'interno del carcere», in conseguenza dell'eco anche mediatica registrata in relazione all'uccisione di Willy. Per questo Anastasia si augura che la direzione del carcere valuti «una adeguata forma dell'isolamento».Una soluzione neanche semplice da attuare, considerando che le carceri della Capitale sono già affollate, anche per le disposizioni sulla quarantena all'ingresso. I tre si trovano a Rebibbia proprio perché il carcere di Regina Coeli - dove più di frequente vengono accolti i detenuti in attesa di giudizio - era già pieno. Intanto vanno avanti le indagini per la morte del giovane condotte dai carabinieri della Compagnia di Colleferro, coordinati dalla procura di Velletri. Non è escluso che possano esservi nuove iscrizioni nel registro degli indagati. Proseguono le manifestazioni in ricordo del giovane di cui sono stati celebrati sabato i funerali a Paliano. Proprio a Paliano, domani alle ore 21, sarà svelato un murales dedicato a Willy realizzato in largo Aldo Moro dall'artista Ozmo. -- © RIPRODUZIONE RISERVATA