Borgofranco, crolla parte del tetto dello storico birrificio
Mauro Giubellini/ /borgofranco d'ivreaUn avvertimento. Un segnale forte e chiaro: l'ex birrificio cade a pezzi e oltre a provocare una sofferenza morale nel vedere un pezzo di storia dell'Eporediese che si sta lentamente - ma neppure troppo - e inesorabilmente sbriciolando sotto gli occhi di tutti esiste un reale pericolo per l'incolumità pubblica. Nella notte tra giovedì e venerdì - forse a causa del temporale che si è abbattuto sulla zona - dal tetto si sono staccate alcune vecchie tegole poggiate su travi pericolanti. Venerdì mattina proprio una porzione di travata ha ceduto e i detriti, calcinacci e legno, sono piombati in via del Buonumore, ai Balmetti.«Nonostante il nome della via qui esiste un reale sentimento di paura ogni volta che alziamo gli occhi verso quella tettoia dell'immenso fabbricato che sino agli anni del Fascismo ospitò uno dei fiori all'occhiello del nostro comune, il birrificio», dice un residente aggiungendo che «l'altra mattina, una mezz'oretta prima del parziale crollo una comitiva di turisti e pellegrini che stavano percorrendo la via Francigena sono transitati proprio in via del Buonumore. Erano una decina, forse una dozzina di persone che si sono anche fermate a fotografare l'indicazione che regala il nome alla via». «Piange il cuore a vedere questo sfacelo - dice il proprietario della casa di fronte all'edificio - L'inizio della fine fu il Fascismo che per rilanciare la produzione di vino mise accise pesantissime sui malti. E il birrificio chiuse e non riaprì più». Il problema dell'area rimane. Ed è serio. Tre famiglie che abitano oltre alla via interessato dal crollo parziale sono, di fatto isolate.«Teoricamente - nel rispetto delle indicazioni dei tecnici dei vigili del fuoco - la via è interdetta sia al passaggio delle auto che dei pedoni» - dicono in coro. «Una situazione spinosa alla quale stiamo cercando di trovare una soluzione» - dice visibilmente amareggiato il sindaco di Borgofranco, Fausto Francisca.Il primo cittadino è stato il primo ad accorrere alla notizia del crollo e in zona ha trascorso, coi vigili del fuoco, un'intera giornata. La proprietà in preda al degrado è privata. L'area è immensa. Solo una parte è stata recuperata ricavandone abitazioni e alloggi. Il resto è archeologia industriale. Il Comune da anni chiede, a colpi di ordinanze, che venga messa in sicurezza. Il tempo non perdona. Ed ha già mandato un avvertimento. Forte e chiaro. --