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il retroscena Alessandro Di Matteo / ROMA Scopriremo lunedì se su autobus e metro si continuerà a mantenere il distanziamento o se da settembre verranno occupati tutti i posti come accade già in aereo. Il rimpallo tra governo e regioni continua, dopo lo stop dell'esecutivo a chi aveva già disposto la piena occupazione dei trasporti pubblici locali, ieri sono stati i governatori a rimandare la palla a palazzo Chigi: tocca a voi, è il senso del messaggio recapitato al governo, stabilire delle linee guida e dire cosa bisogna fare. Una richiesta subito raccolta dal ministro Francesco Boccia, che ha fissato per lunedì il tavolo con i presidenti delle regioni per arrivare a «valutazioni condivise ma che rispettano le raccomandazioni di rigore e massima prudenza». Un chiarimento indispensabile, considerando che a settembre riapriranno anche le scuole. La questione va avanti da una settimana, da quando le regioni - interpretando l'ultimo Dpcm - avevano cominciato a emanare ordinanze per consentire di nuovo la piena occupazione dei posti sui mezzi del trasporto pubblico locale. Una decisione che aveva fatto saltare sulla sedia il ministro della Salute Roberto Speranza e gli esperti del Comitato tecnico scientifico. Ieri i governatori si sono visti, prima di incontrare il governo, e l'insofferenza è stata parecchia. «Tocca a Roma dare le linee guide, non possono scaricare su di noi la responsabilità», è stato il refrain. «Il governo non può cavarsela dicendo che dobbiamo aumentare autobus e vagoni della metro... Devono fare proposte realistiche», è stato un altro dei ragionamenti tra i governatori. «Non si possono cambiare le regole ogni giorno sulla capienza dei mezzi pubblici ed è inaccettabile lasciare le Regioni allo sbando in una decisione così cruciale», ha detto l'assessore ai Trasporti della regione Piemonte, Marco Gabusi. Il presidente del Friuli Massimiliano Fedriga, poi, ha attaccato: «Se il Governo proseguirà sulla linea che ha voluto tracciare sul trasporto pubblico locale, di fatto non permetterà la riapertura delle scuole». Alla fine, tutti hanno affidato al presidente della Conferenza delle regioni Stefano Bonaccini, il mandato di chiedere un «incontro urgente» al quale devono partecipare Boccia, Speranza e la ministra dei Trasporti Paola De Micheli. Richiesta accolta dal governo e tavolo lunedì. Boccia, durante l'incontro con le regioni, ha cercato di dare messaggi rassicuranti: «Lunedì ci vedremo per allineare il grado di rischio dei treni a lunga percorrenza, che rimane sotto controllo, con quello del trasporto pubblico locale, che comprende inevitabilmente anche gli scuolabus». Ma in attesa del chiarimento, le regioni hanno anche aggiornato le linee guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative. Tra queste l'ok al gioco a carte nei bar, «analogamente a quanto già previsto per i circoli ricreativi». Si potranno fare di nuovo le saune, sempre rispettando la distanza minima di un metro, mentre restano vietati i bagni turchi. Inoltre, via libera alla presenza del pubblico agli eventi sportivi ma «esclusivamente nei settori degli impianti sportivi dove sia possibile assicurare la permanenza presso la postazione seduta assegnata, nel rispetto del distanziamento interpersonale» e in ogni caso sempre «indossando la mascherina», che negli impianti all'aperto potrà essere tolta una volta raggiunto il proprio posto. --© RIPRODUZIONE RISERVATA