Contratti a tempo I Cinquestelle alzano il muro
ROMAContratti a tempo più flessibili. L'idea di allentare ancora i paletti previsti per i lavoratori precari, allungando almeno un po' lo stop all'obbligo di causale in caso di proroga o rinnovo, si fa largo ma rischia di dividere una volta di più la maggioranza. Le conseguenze sul mondo del lavoro del lockdown dovuto al Covid preoccupano il governo ma una ulteriore revisione delle misure del dl dignità, provvedimento bandiera del M5S, vede i pentastellati alzare un muro. «C'è la norma nel decreto rilancio, non si va oltre», dice la ministra del Lavoro e esponente 5S Nunzia Catalfo, che invita a concentrarsi su altri fronti a partire dalla necessità di rifinanziare la Cig. Con l'ultimo maxi provvedimento economico, l'Esecutivo ha già stabilito una deroga per i contratti a termine: fino al 30 agosto possono essere rinnovati, o prorogati, senza dover mettere nero su bianco la cosiddetta causale, vale a dire le motivazioni che giustificano la scadenza. E lo stesso titolare del Tesoro ha aperto alla possibilità di «estendere ulteriormente» il regime temporaneo. In Parlamento, dove il decreto legge è all'esame per la conversione, Pd e Italia Viva puntano proprio in questa direzione: i Dem hanno presentato un emendamento che chiede di poter fare a meno dei vincoli fino alla fine dell'anno. «Va immediatamente sospesa la norma Di Maio sui contratti a tempo determinati prevista dal Decreto Dignità», avverte Camillo D'Alessandro, capogruppo di Italia Viva in Commissione Lavoro a Montecitorio. Le votazioni sul Dl rilancio procedono a rilento: ieri la conferenza dei capigruppo della Camera ha deciso di far slittare l'approdo in Aula di quasi una settimana, al 29 giugno. E dunque nel merito di molti capitoli non si è ancora entrati ma - secondo quanto viene riferito da fonti parlamentari - sarebbe in corso una mediazione all'interno della maggioranza: tra le ipotesi sul tavolo, quella di prolungare lo stop alle causali a fine novembre così come si starebbe lavorando all'ipotesi di bloccare ulteriormente i licenziamenti almeno fino a metà ottobre. A stemperare le possibili tensioni arriva una nota congiunta di via XX Settembre e del ministero del Lavoro dove si sottolinea come i ministri Gualtieri e Catalfo stiano «lavorando alle misure necessarie a sostegno delle imprese dell'occupazione e di tutte le categorie di lavoratori per i prossimi mesi». --