Mazzette per ottenere i funerali Assolti i titolari delle agenzie
IVREAAl processo di appello per il Caro estinto in Canevese cade la tesi delle mazzette. Assolti tutti i titolari delle agenzie funebri coinvolti, condannati solo i dipendenti degli obitori di Ivrea e Cuorgnè. La sentenza della corte d'appello di Torino, pronunciata ieri pomeriggio, ribalta nella sostanza la tesi che aveva portato alle condanne in primo grado al tribunale di Ivrea. Il processo riguardava un presunto giro di mazzette sull'assegnazione dei funerali all'interno degli obitori degli ospedali di Ivrea e Cuorgnè. L'inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza nel 2014, aveva preso avvio in seguito alla denuncia di un imprenditore, secondo il quale, nei due obitori del Canavese, la prassi era lo scambio di denaro sulle vestizioni dei cadaveri per favorire alcune agenzie a scapito di altre. Le indagini avevano portato anche ad alcuni arresti. Il processo di primo grado davanti al giudice eporediese Elena Stoppini, si era concluso nel febbraio di tre anni fa. All'epoca, l'accusa di vendita dei funerali era caduta, ma era rimasta in piedi la corruzione, che ha perso consistenza in appello tranne che per i dipendenti dell'Asl che lavoravano negli obitori. Per loro, però, la pena è stata ridotta. Per Gianni Piero De Filippi (avv. Paolo Maisto) pena ridotta a un anno (due anni in primo grado), Mauro Colmuto (avv. Alberto Costa) ha chiesto il concordato per una pena di un anno, due mesi e trecento euro di sanzione (2 anni e 5 mesi più 500 euro di multa in primo grado), Daniela Capelli ( avv. Pio Coda) anche lei ha concordato una pena a nove mesi e 230 euro di multa (ad Ivrea la condanna era stata di 2 anni e 2 mesi). Infine, Gianni Biolatti (avv. Massimo Strumia), anche lui dipendente dell'Asl/To4, la condanna a un anno e 4 mesi contro i 2 anni e 4 mesi di primo grado. Per tutti è intervenuta la sospensione condizionale della pena. I titolari delle agenzie funebri sono stati tutti assolti, ma con diverse motivazioni. Giovanni e Paola Allera (avv. Emanuela Bellini), Pietro Florian (avv. Roberto Peretti), Mauro Ceregati (avv. Sara Rore Lazzaro), Marco Regis (avv. Alessandro Radicchi), Giuseppe Sanapo (avv. Mario Benni), Stefano Spinucci (avv. Enrico Scolari), Claudio Brunetto (avv. Raffaella Orsello) assoluzione perché il fatto è stato ritenuto di lieve tenuità (erano stati tutti condannati ad un anno dal tribunale di Ivrea). Gli impresari Lauretta Schiumski (avv. Lorenzo Bianco), Roberto Giglio Tos (avv. Leo Davoli) e Giuseppe Pavese (avv. Francesco Bosco), condannati in primo grado a otto mesi, sono stati assolti per non aver commesso il fatto. Già nel processo di primo grado le difese avevano sostenuto che i soldi passati dalle mani degli imprenditori a quelle dei dipendenti dell'Asl non erano certo mazzette, ma tutt'al più mance (cifre irrisorie) per la disponibilità e collaborazione del personale degli obitori. -- Valerio Grosso