Unione Terre del Chiusella Strambinello dice addio

PARELLAVa verso il tramonto l'Unione Terre del Chiusella, poco più di 1.700 abitanti in tutto, mentre non era decollato, dopo un entusiasmo iniziale, il progetto di una fusione dei quattro Comuni che ne fanno parte: Colleretto Giacosa, Parella, Quagliuzzo e Strambinello. LO STRAPPO DI STRAMBINELLOA muovere il primo passo ufficiale, è stato Strambinello, che nella seduta consiliare di venerdì scorso ha votato il recesso unilaterale dall'Unione dei Comuni Terre del Chiusella. Passo che con ogni probabilità farà presto anche Colleretto Giacosa, mentre Parella, sede dell'Unione, prende tempo, ma solo per una questione di correttezza: «La mia amministrazione è in scadenza - spiega il sindaco e presidente dell'Unione, Marco Bollettino - e io, come ho già annunciato, non mi ricandiderò. Dovrebbe essere quindi la nuova amministrazione a decidere. A meno che venendo a mancare il numero dei dipendenti necessari a far funzionare l'Unione quest'ultima cessi di esistere per cause naturali».Unica eccezione Quagliuzzo che aveva sempre dichiarato di voler mantenere l'Unione, ma di essere contraria ad una fusione. Intanto Marco Gorzetto, primo cittadino di Strambinello ha espresso le sue perplessità: «Credo fermamente nelle unioni dei Comuni, ma la nostra oggettivamente non ha funzionato. Per raggiungere gli obiettivi avrebbe dovuto essere un orologio perfettamente funzionante, con una sincronia tra i sindaci e i dipendenti. Così non è stato, poiché il carico di lavoro gravava sulle nostre spalle e su quelle di Parella». Un'analisi che fa anche Bollettino: "L'Unione non è più fattibile perché le sue dotazioni e le sue risorse sono insufficienti. E negli anni si è trasformata in una pesante sovrastruttura, che non genera risparmi. La soluzione che avevano prospettato nel settembre dello scorso anno era la fusione. Ma il progetto era tramontato nei primi mesi di quest'anno per la mancanza di un protocollo condiviso».FUSIONE MANCATAAd insistere per una fusione era stato proprio Bollettino, spalleggiato dal collega di Colleretto Giacosa, che era stato il primo Comune ad approvare in consiglio il cronoprogramma per predisporre un progetto di fusione a quattro seguito poi da Parella, e Strambinello. Per Bollettino la fusione si poteva fare «ma bisognava crederci. I quattro Comuni erano già fusi prima della Seconda guerra mondiale: allora ci chiamavano Pedanea. Poi vennero divisi. Ma in quegli anni nessuno dei nostri piccoli centri, uniti già dalla geografia, perse la sua identità. La fusione ci avrebbe permesso di accedere a ingenti risorse statali. Risorse che avrebbero consentito investimenti per lo sviluppo economico del nostro territorio. Per tacere dei risparmi che deriverebbero dall'avere una sola amministrazione: un solo bilancio e l'equiparazione delle imposte comunali. Attualmente le piante organiche dei Comuni sono sottodimensionate. Ed è questo uno dei motivi per cui l'Unione non funziona, insieme alla mancanza di risorse». Tra le prime idee di sviluppo c'era la costituzione di un parco naturale per attrarre turisti in Valchiusella, in collaborazione con Val di Chy e Valchiusa, LA STORIAL'Unione Terre del Chiusella, nel 2011, era stata una delle prime unioni a nascere in Canavese per associare le funzioni comunali, e quindi semplificare e ridurre i costi della pubblica amministrazione. Disponeva di una risorsa economica di 30 mila euro, derivanti da un contributo della Regione Piemonte e di 6 mila euro dai Comuni. --LYDIA MASSIA