«L'abbiamo salutata dalla quarantena»
ivrea«Non riesco neanche a trovare le parole. Oltre alla morte di mia madre, in questo momento drammatico, ci si mette anche la burocrazia. Siamo andati a finire in quarantena senza motivo, non la vedevamo da due mesi. Era ricoverata a Villa Giada a Scarmagno dove le visite erano già chiuse ed è stata trasferita direttamente in ospedale a Ivrea». Monica Trabucatto racconta cosa significa perdere qualcuno - nel caso specifico la madre, Vittorina Stievano, che avrebbe compiuto 74 anni il 29 aprile- ai tempi del Covid-19. «Abbiamo potuto salutarla venerdì, soltanto al telefono - spiega -, lei è morta la notte tra domenica e lunedì. Essendo in quarantena non abbiamo potuto neanche assistere alla benedizione al cimitero, l'abbiamo soltanto vista passare sotto casa». Proprio per questo la figlia tiene a ricordarla, perché «mi sembra di non rendermi neanche conto». «Mia mamma ha lavorato tanti anni da Perucca il fotografo - prosegue -. Poi ha avuto un negozio di alimentari a San Grato. Negli ultimi anni aveva aperto un bar nel quartiere San giovanni e un market sempre a San Grato». Insomma Vittorina Stievano aveva l'indole di una commerciante ed era una donna combattiva, «una guerriera fino alla fine», la definisce la figlia Monica. «Infatti non ha mai voluto ascoltare i consigli dei medici - spiega -, se ne è andata anche perché aveva altre patologie. Ormai era un anno che andavamo avanti e indietro, tra ospedali e case di cura». Ma il suo carattere, nella vita, le era valso tante amicizie e il soprannome di «diavoletta». Quando con il marito Osvaldo Trabucatto, camionista di professione, parlava con la radiomobile dei camionisti, i cosiddetti "cb". «Oggi c'è internet per fare amicizia e per incontrarsi - spiega ancora la figlia Monica -, una volta invece c'erano i cb, le radiomobili, i baracchini dei camionisti. Lei per tutti era diavoletta, appunto, ed era famosa in quel giro. Insieme a mio padre hanno fatto tantissime amicizie». Dietro il sorriso nel ricordare la donna combattiva che sua madre è stata, resta il magone per non aver avuto quel momento fondamentale di condivisione con i parenti che è il funerale. «Ancora ci sembra che non sia neanche successo, non riusciamo proprio a realizzare», spiega la donna. Oltre al marito Osvaldo Trabucatto, anche il compagno di vita di Monica, Gianluca Beduzzi, saluta la suocera, insieme ai figli - nipoti di Vittorina -, Simone e Valentina. «Un ringraziamento particolare va a tutti i parenti che anche da lontano hanno fatto sentire la loro vicinanza», conclude Monica. --A.S.