Vietati spostamenti dal proprio comune Il sollievo del Sud

Francesco Grignetti / romaL'emergenza ha fatto saltare ogni cautela. Ormai arrivano ordinanze di ministri che limitano pesantemente i diritti costituzionali dei cittadini. Ma tant'è. Il pericolo è dietro l'angolo; i tempi e i mezzi ordinari non sono adatti a questi giorni drammatici. E dunque. «È fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute». Erano le 17 di ieri quando è stata resa esecutiva un'ordinanza adottata congiuntamente dal ministro della Salute, Roberto Speranza, e dalla ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, che è stata efficace per un certo numero di ore, fino cioè all'entrata in vigore del nuovo Dpcm (Decreto del presidente del consiglio dei ministri) di Giuseppe Conte. In Italia da ieri è vietato muoversi da un comune all'altro, insomma, salvo comprovati motivi di salute, di lavoro, o di reperimento di farmaci. Il governo ha risposto così all'appello dei governatori del Sud. Alla notizia che si chiude tutto, infatti, e che da oggi uffici e fabbriche non essenziali lasceranno i lavoratori a casa, il Meridione si è spaventato sul serio. Nessuno dimentica le scene dei treni presi d'assalto. Di qui gli appelli che hanno preso a moltiplicarsi fin dal mattino al governo centrale di impedire le partenze. Jole Santelli, governatrice della Calabria, ha fatto anche di più: ha emesso un'ordinanza che chiude la sua regione a ogni spostamento, in entrata e in uscita. Si è attaccato al telefono il governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Ma anche Luigi de Magistris, il sindaco di Napoli, non solo chiedeva al prefetto un pugno di ferro contro chi non rispetta le prescrizioni, ma sperava in un blocco di livello nazionale: «Per evitare che altre persone, dopo la chiusura delle aziende e delle fabbriche al Nord, ritornino nelle nostre terre». Nel corso del pomeriggio è arrivato il provvedimento auspicato. Un divieto assoluto di lasciare il Comune dove ci si trova, in macchina o mezzi pubblici. Vietato rientrare nella propria residenza o domicilio se si era altrove. La norma era già compresa nelle bozze del Dpcm dove è stato inserito un codicillo che fa cadere il "diritto" a rientrare nella propria residenza o di domicilio. In attesa della versione ufficiale del Dpcm (arrivato intorno alle 20), però, e per scongiurare improvvise partenze di massa, Lamorgese e Speranza sono stati costretti a firmare un'ordinanza con divieti pesanti. E a sera arrivava il plauso bipartisan dei due governatori. «Esprimo il mio vivo apprezzamento per la tempestività della decisione assunta dal governo», dichiara De Luca. E Santelli: «Sono felice che il governo abbia compreso le preoccupazioni del Sud e abbia cercato di porvi rimedio. La Calabria aveva necessità di risposte concrete per evitare nuovi contagi». --© RIPRODUZIONE RISERVATA