Torino in allarme, si monta un ospedale da campo
TORINO. Poca gente e molto silenzio lungo i viali, nelle piazze, tra i palazzi della Torino di fine Ottocento. La città si rifugia, intimorita, anche se tenta di controllare paure e allarmismi. All'Amedeo di Savoia - l'ospedale per la cura delle malattie infettive dove in altri tempi medici e pazienti si cimentavano con vaiolo, difterite, scarlattina, morbillo, tifo, colera-, la tensione è palpabile. È la prima linea contro il coronavirus in una città e in una regione progressivamente strozzate dalle misure di quarantena. Qui è ricoverato il torinese contagiato a Cesano Boscone, nel Milanese, e poi arrivato in città. «Una metastasi geografica del caso lombardo», precisa il professor Giovanni Di Perri, responsabile delle Malattie infettive dell'ospedale. Si trova in una delle due stanze attrezzate nella prima palazzina dopo l'ingresso, l'unica costruzione moderna, ed è inavvicinabile se non dal personale, con le cautele del caso: mascherina, guanti, visori, sovracamici, sovrascarpe; il sistema di ventilazione forzata che aspira ininterrottamente l'aria dalla stanza e la rimuove. Medici e infermieri si vestono e si svestono con un ordine preciso, la mascherina si leva per ultima, e fanno i turni per assistere l'uomo di 41 anni ricoverato in isolamento da venerdì. Inevitabile la tensione, moltiplicata dalle incognite di un virus di cui si conosce poco e dalla fatica di dover seguire i protocolli di sicurezza.All'Amedeo di Savoia sono tutti in trincea. Si fanno decine di tamponi al giorno. La maggior parte risultano negativi, ma aumentano le richieste, aumenta la stanchezza e scarseggiano i reagenti. Le poche farmacie aperte ieri e i supermercati sono stati presi d'assalto da cittadini a caccia di mascherine e disinfettanti, prodotti ormai introvabili da giorni. Anche gli scaffali con i generi alimentari di prima necessità iniziano a svuotarsi. Il nervosismo sale di ora in ora, accentuato dalla conferma di due nuovi casi di contagio nel Torinese. Si tratta di una coppia di Cumiana, un comune a 40 chilometri dal capoluogo, su cui sono ancora in corso gli accertamenti per individuare la fonte di trasmissione. «La situazione è seria», conferma il primario dell'Amedeo di Savoia. E le tende della protezione civile montate in queste ore davanti ai pronto soccorso ne sono la rappresentazione plastica. --© RIPRODUZIONE RISERVATA