L'antichissima marca di Ivrea presa da casa Savoia nel 1337
Rita ColaIVREA. La notizia è finita sui giornali di mezzo mondo. Dopo mille anni stop all'osservanza alla legge salica che ha escluso dal trono le donne di casa Savoia. Vittorio Emanuele ha infatti decretato che la successione della qualifica di capo della real casa e gran maestro degli ordini dinastici di casa Savoia sarà riservata alla discendenza di ambo i sessi con il criterio della primogenitura assoluta. E quindi via libera a Vittoria di Savoia, 16 anni, figlia maggiore di Emanuele Filiberto e di Clotilde Coureau. Contestualmente, Vittorio Emanuele ha conferito a Vittoria di Savoia il titolo di principessa di Carignano e marchesa di Ivrea. Al netto che si tratta di un dibattito di corone senza regni e per certi versi anacronistico, proprio sul titolo di marchesa di Ivrea si innesta la curiosità. Perché Ivrea?È vero che il titolo richiama territori da sempre sabaudi, nel cuore dell'antico Piemonte, ma c'è di più. Il titolo di marchese di Ivrea è tra i più antichi di casa Savoia e risale alla prima metà del 1.300 e anche tra quelli prestigiosi in quanto rappresenta un territorio che aveva un'enorme importanza in quanto tappa obbligata delle merci dirette verso la Francia attraverso Aosta e i passi del grande e piccolo San Bernardo. Inoltre - curiosità - nell'elenco delle decine di titoli nobiliari legati alla storia millenaria di casa Savoia, quello di marchese di Ivrea compare nella prima ventina. A raccontare la storia della marca d'Ivrea, conosciuta anche come marca d'Italia, è Marco Adriano, cavaliere degli ordini dei santi Maurizio e Lazzaro di casa Savoia e esperto di storia. E subito, Adriano fa un salto indietro nei secoli. «La marca d'Ivrea era una marca di età carolingia, costituita nel nono secolo con capitale, appunto, Ivrea, nell'Italia settentrionale, tra il regno di Borgogna e il regno italico e venne retta dagli Anscarici», dice. Precisamente, la marca venne costituita nell'888. «Fu Guidone da Spoleto - spiega Adriano - a dividere in due parti il ducato di Neustria rispettivamente in marca di Langobardia e marca di Ivrea. Da questo momento è istituito il titolo di marchese di Ivrea». La marca di Ivrea, quindi, al momento dell'istituzione comprendeva le contee di Acqui, Alba, Asti, Torino, Vercelli, Pombia, Burgaria e ovviamente Ivrea. «Nel loro complesso - aggiunge - tutti questi territori corrispondevano grosso modo all'attuale Piemonte, più alcuni lembi della Lombardia e della Liguria». Nel 951 avvenne un altro cambiamento. «Berengario secondo di Ivrea, re d'Italia - sottolinea Adriano - suddivise la marca d'Ivrea donando ampi territori ad Arduino il Glabro, che divenne marchese della marca arduinica o marca di Torino e ad Aleramo, da cui discendono i marchesi del Monferrato e tutti gli altri aleramici». Nel 1337 entrano in scena i Savoia. È ancora Adriano che racconta: «Il conte Aimone primo di Savoia, nel 1337 aveva acquistato dal vescovo di Ivrea i diritti signorili, pertanto, in questo modo, acquisì anche il titolo di marchese di Ivrea». Citando come fonte lo storico Heinrich Leo e il libro Storia degli stati italiani: dalla caduta dell'impero romano fino all'anno 1840, Adriano spiega che nel 1344 la città di Ivrea di proprio impulso si sottomise alla dominazione di casa Savoia. «Dall'anno di insediamento del Conte Verde, Amedeo sesto di Savoia (nato nel 1344, ndr) - conclude Adriano - e il successivo insediamento militare eporediese, testimonianza del quale ne è la costruzione del castello, il titolo di marchese di Ivrea divenne rilevante proprio perché risulta essere uno dei più antichi del casato». --