Il violino di Tajanda evoca ancora gli orrori dei campi di sterminio

BORGOFRANCO D'IVREA. Tornerà a suonare, venerdì 24, a partire dalle 21, a Bajo Dora, frazione di Borgofranco, il violino di Agostino Cominetto, per tutti Tajanda, musicista di Burolo scomparso nel 2005 che proprio quest'anno avrebbe compiuto 100 anni. Nel salone del Coro bajolese a imbracciare lo strumento, così carico di storia, saranno le violiniste Marina Martianova e Eleonora Juglair. Infatti proprio quello stesso violino, avuto in dono da un ufficiale russo, anch'esso prigioniero, salvò la vita a Tajanda, altrimenti destinato alle camere a gas del campo di sterminio di Buchenwald, uno fra più grandi campi della Germania nazista dove Tajanda era stato internato durante la guerra. Allora, in quelle circostanze, saper suonare, significava avere qualche possibilità di sopravvivenza. Insieme ad altri musicisti, che costituivano una vera a propria orchestra, Agostino Cominetto veniva costretto a rallegrare le feste e le cene degli ufficiali nazisti e ad accogliere tutti i giorni, su ordine degli aguzzini, i nuovi arrivati nel campo, dando così vita a un finto clima di serenità che serviva a non metterli in allarme. Tornato a casa dopo la liberazione, Tajanda non volle quasi mai parlare di quel terribile periodo della sua vita di internato. In un'occasione, tuttavia, se ne uscì con un «Ero ridotto a pelle e ossa, tanto che se mi avessero acceso un fiammifero dietro la schiena, mi avrebbero fatto la radiografia». Nel Dopoguerra, Cominetto, che oltre al violino suonava la fisarmonica, la chitarra basso e il clarinetto nella banda del paese, entrò a far parte di un'orchestra da ballo denominata "Improvviso" e successivamente in altre formazioni musicali che a quei tempi andavano per la maggiore.La notorietà di Tajanda in tutto il Canavese è anche dovuta al suo sodalizio con altri due conosciutissimi musicisti, Aristide Mosca, di Palazzo, detto Palasòt, sassofonista e clarinettista, e Paolo Avoldoglio, di Chiaverano, conosciuto come Paolin, fisarmonicista. Non c'era festa dei coscritti in cui non venissero chiamati ad allietarla. Ed erano così richiesti, che appunto tra i coscritti c'era la gara ad accaparrarseli per primi, per non restare a mani vuote. E a proposito di questi straordinari personaggi, è una miniera di aneddoti e informazioni storiche la preziosa pubblicazione di Rinaldo Doro "Sonador da Coscrit e da Quintet", edita da Atene del Canavese. Alla serata di venerdì 24, condotta da Amerigo Vigliermo e non a caso messa in calendario nell'imminenza del "Giorno della memoria", interverranno il Coro bajolese, lo scrittore e giornalista Franco Vassia, Roberto Cominetto, figlio di Tajanda, il cantautore Fabrizio Vesco, Andrea Cappo, storico e ricercatore. A cura di Ilario Blanchietti verranno inoltre proiettati documentari su deportati civili di Orio e Barone. Rinaldo Doro, infine, presenterà un breve documentario di Rai Storia dal titolo "Deportati civili: i soldati italiani prigionieri di guerra". --Giacomo Grosso