Fu massacrato di botte Un 24enne a giudizio

IVREA Due frasi scambiate, un'occhiata fuori dal bar e sarebbe scattato il pestaggio: 25enne di Brosso massacrato di botte da un coetaneo a Vico. Il processo nei confronti di Cristopher Pistono, 24 anni di Vico, che deve rispondere del reato di lesioni personali, difeso dall'avvocato Ferdinando Ferrero, è cominciato lunedì mattina al tribunale di Ivrea davanti al giudice Maria Claudia Colangelo. Il primo a deporre in qualità di testimone è stata la persona offesa, un ragazzo, all'epoca dei fatti, 25enne, e difeso dall'avvocato Claudio D'Alessandro. «Era la sera del 25 aprile del 2011, il lunedì di Pasquetta – ha raccontato in aula il giovane vittima del pestaggio pensando a quel giorno di quattro anni fa –. Io ed una mia amica ci siamo recati a Vico nel bar del paese per passare una piacevole serata insieme. Erano circa le 22 quando siamo arrivati, appena scesi dalla mia auto ci siamo avviati verso il locale, poco prima di entrare è uscito l'imputato che io non avevo mai visto né conosciuto prima di allora. Mi ha apostrofato dicendomi "Che c. guardi?" Io ho risposto sullo stesso tono. Ho capito che la situazione era brutta, ma non pericolosa ed ho invitato la mia amica a proseguire ed entrare nel bar mentre io mi chiarivo con Pistono. Mi stavo accendendo una sigaretta quando improvvisamente mi si è avventato contro sferrandomi un pugno in pieno volto. Ricordo solo che il colpo mi ha stordito, sono finito semi incosciente a terra, da quel momento non ricordo più nulla fino a quando mi sono risvegliato su una sedia del bar. Mi hanno messo in auto e portato a casa, dallo specchietto ho visto che avevo la faccia piena di sangue e il fianco sinistro mi faceva male. Una volta a casa, siamo ripartiti per l'ospedale di Ivrea». L'aggressione ha provocato al giovane non pochi danni come lui stesso ha raccontato. «Ad Ivrea mi hanno ricoverato una notte – conclude la presunta vittima – poi mi hanno trasferito al Giovanni Bosco di Torino per dieci giorni. Qui ho subito due operazioni per ricomporre le fratture alla mascella e a due costole, ho avuto problemi anche a un dente, rotto. Per riprendermi c'è voluto più di un mese, a casa, in convalescenza». La versione resa dalla presunta vittima è stata in parte confermata dall'amica che era con lui: «Io sono entrata nel bar dopo che il mio amico e Pistono si erano incrociati – ha raccontato in aula la ragazza –. È stato un attimo e quando mi sono girata ho visto l'imputato che infieriva sul mio amico a terra prendendolo a calci in faccia e sul corpo». A mettere fine alle violenze un altro gruppo di giovani, seduti nel dehor del bar, immediatamente intervenuti a separare i due. E uno di loro, interrogato, ha riferito: «I due erano avvinghiati picchiandosi a vicenda, siamo intervenuti per separarli, non saprei chi può aver cominciato». Il processo riprenderà il 24 luglio con altri testimoni dell'accusa. Valerio Grosso