Corfù: S.O.S "pirati" da mercantile con 600 migranti

ROMA L'allarme è scattato nel primo pomeriggio di ieri, quando un cargo battente bandiera Moldava e diretto in Croazia - il "Blue Sky M" - ha lanciato l'S.O.S al largo di Corfù. A bordo, secondo le prime frammentarie notizie, oltre seicento migranti - in gran parte profughi di origine siriana - in mano ad un commando di uomini armati. Un quadro confuso che con il passare delle ore ha preso altri contorni: niente "pirati" a bordo, ma la nave abbandonata alla deriva da un gruppo di scafisti senza scrupoli, la prua orientata verso le coste del Salento. L'S.O.S è stato subito raccolto dalla autorità italiane, già impegnate - non lontano - nelle operazioni di recupero del traghetto Norman Atlantic. Ma ancora una volta le condizioni meteomarine - con venti a 50 chilometri orari - hanno reso difficile l'arrivo dei soccorsi. Una fregata ed un elicottero della marina insieme a due imbarcazioni della polizia portuale greca sono state inviate nell'area. Una volta giunte sulla nave e dopo averla ispezionata, le autorità elleniche hanno però concluso che il cargo non aveva alcun problema meccanico e «nulla di sospetto a bordo». Un giallo. Poi il repentino cambio di rotta. Non più verso la destinazione iniziale, il porto croato di Rijeka, ma verso la costa italiana. Da qui il coinvolgimento degli aerosoccorritori della Marina militare e dell'Aeronautica italiana, intervenuti quando la nave ha iniziato a rischiare di schiantarsi contro gli scogli tra Otranto e Santa Maria di Leuca, a meno di 3 miglia dalla costa. Un elicottero EH 101 della Marina ha portato a bordo del mercantile tre operatori della Guardia costiera di Gallipoli per «verificare le condizioni di governo della nave». Poco più tardi a bordo sono stati calati altri tre operatori delle Capitanerie, stavolta da un elicottero HH-139 dell'84esimo SaR (Search and Rescue) dell'Aeronautica decollato verso le 18 dalla base pugliese di Gioia del Colle. A quel punto è stato chiaro che sul "Blue Sky M" non c'erano uomini armati. I comandi erano però stati manomessi dagli scafisti prima di darsi alla fuga lasciando il cargo alla deriva. La Marina militare ha inviato nelle acque di Gallipoli un rimorchiatore partito da Taranto per dovrebbe trainare la nave fino alle banchine del porto della città  salentina, dove era attesa per la mezzamotte. Il sindaco di Gallipoli, Francesco Errico, ha istituito un unità di crisi per provvedere alle esigenze dei profughi sbarcati.