Currò apre la breccia e abbandona il M5S
di Gabriella Cerami wROMA Uno dopo l'altro. L'esodo è iniziato. Matteo Renzi lancia l'opa sui grillini ribelli e, pochi minuti dopo, il Movimento 5 Stelle perde altri pezzi. Ieri a lasciare è stato il deputato Tommaso Currò e lo ha fatto in Aula davanti agli occhi del premier e di tutti i deputati, tra gli applausi del Pd e i mugugni degli ex colleghi. Iniziano così le prove tecniche, per allargare i numeri della maggioranza, in vista della scelta del nuovo capo dello Stato. Tutto comincia quando il premier interviene in Aula per un'informativa sul prossimo Consiglio europeo. Ed è qui che lancia il suo appello ai 5Stelle: «Abbiamo bisogno anche di voi. Se non collaborate, continuerete a perdere deputati e senatori, e non andrete da nessuna parte». Un'ora dopo, Currò prende la parola e compie lo strappo. Lo fa criticando il Movimento 5 Stelle ed elogiando l'esecutivo: «Da un lato c'è chi si assume la responsabilità di governare il Paese e dall'altro chi tenta di risolvere la crisi esclusivamente con atteggiamenti pregiudizievoli per la stabilità delle Istituzioni ». E ancora: «C'è chi intende migliorare le regole per un'Europa più equa e più giusta, e chi propone alleanze con la destra populista di Farage». Poi l'ormai ex grillino vota a favore della risoluzione presentata dal premier. E quest'ultimo commenta soddisfatto: «Ho fatto un'apertura ed è stata capita». Lì vicino ci sono i deputati pentastellati che, dal canto loro, sconfortati ammettono: «Ne seguiranno altri. Tutti da Renzi, ne vedremo delle belle». Mentre il "falco" Manlio Di Stefano si limita a dire: «È andato via? Finalmente...». Da tempo Currò, deputato siciliano, era insoddisfatto. È stato tra i primi, infatti, in Parlamento a muovere critiche e a dissentire dalla linea dei vertici. Non condivideva più, ammesso che mai la abbia condivisa, la gestione del Movimento. Passerà nel gruppo del Pd? «Per ora vado al Misto», fa sapere. Poi, chissà. I suoi ex colleghi sono pronti a mettere la mano sul fuoco: «Presto sarà con i dem, quel che voleva da sempre». Currò, casomai, non sarà l'unico a diventare renziano. Venti deputati sarebbero pronti a lasciare, rassegnando le dimissioni. Dimissioni che, da prassi, verrebbero respinte dall'Aula dando la possibilità ai "ribelli" di organizzarsi su un altro progetto politico. Rumors del Transatlantico di Montecitorio dicono anche che sarebbe allo studio un gruppo autonomo, non assimilato al Pd ma a sostegno della maggioranza, e lo stesso Currò potrebbe fare da calamita. Si tratta di una partita che inciderà sugli equilibri per l'elezione del prossimo presidente della Repubblica. Poi c'è il capitolo Palazzo Madama, dove i senatori grillini pronti a lasciare sarebbero dieci. ©RIPRODUZIONE RISERVATA