Caso della lettera anti gay Dimissioni di Zucco Chinà
di Mauro Michelotti wRIVAROLO Il Consiglio comunale di Rivarolo dovrà cercarsi un altro vicepresidente. Giovedì sera, il titolare dell'incarico, Martino Zucco Chinà, esponente del gruppo di minoranza Riparolium, ha rassegnato le dimissioni. A nulla sono valsi i solleciti di altri esponenti del parlamentino cittadino per un ripensamento. Zucco Chinà è parso piuttosto fermo nella decisione che ha ricondotto (anche) all'atteggiamento assunto dall'esecutivo Rostagno sulla vicenda (tanto nota quanto ormai trita) dell'articolo della professoressa del liceo classico Botta di Ivrea, Cristina Zaccanti, sulle teorie Gender, finito sulle pagine del bollettino parrocchiale di Rivarolo. Il consigliere di Riparolium, un passato da assessore all'Istruzione e cultura nelle ultime due giunte Bertot, dopo aver osservato come « a distanza di sei mesi dall'insediamento della nuova amministrazione non via sia alcuna spinta da quel programma presentato agli elettori» ha sottolineato che «l'agenda politico amministrativa dell'esecutivo Rostagno ha finito per trasformarsi in un'agenda etica». «Rivarolo si è guadagnata le pagine dei giornali su una questione che avrebbe dovuto essere trattata con altre forme ed altro rispetto - ha rimarcato Zucco Chinà - . Si è preso a pretesto un articolo sui cui contenuti non voglio entrare per addossare colpe al parroco. Se sulla vicenda una riflessione andava fatta c'erano le sedi opportune, invece si è preferito il processo mediatico. Io non mi riconosco in questo modo di comunicare. Difendo le mie posizioni distinguendomi dall'operato della maggioranza. E proprio in virtù di questo distinguo rassegno le dimissioni da vice presidente del Consiglio comunale». Zucco Chinà è però incorso in una scivolata: ha citato il luogo sbagliato dove il Partito democratico locale ha organizzato un incontro molto vivace sul tema delle unioni civili, giovedì sera. Il luogo inizialmente individuato, Villa San Giuseppe, un complesso che può considerarsi parte integrante della parrocchia di San Michele, è stato cambiato qualche giorno prima il convegno (può essere anche per ragioni di opportunità, viste le tensioni per il "caso" Zaccanti) con l'Hotel Rivarolo. E quando il consigliere lo ha citato (Villa San Giuseppe) come presumibile preambolo alla filippica, è stato bruscamente interrotto dalla maggioranza che (inevitabilmente) gli ha rimproverato di «non essersi informato a sufficienza». Come colto in contropiede, il rappresentante di Riparolium ha aggiustato il tiro, ma la sostanza, alla fine, non è cambiata: dimissioni. Secca e sintetica la replica del sindaco, Alberto Rostagno. «Non credo di aver offeso nessuno, e meno che mai don Roffino - ha sentenziato il primo cittadino - . Ho espresso un'opinione personale e rifarei tutte le dichiarazioni che ho fatto». Nel dibattito si è inserito anche l'assessore alla Cultura, Costanza Conta Canova. «Contestare un'idea non è contestare un ruolo - ha detto - . Da ogni scontro possono nascere contributi costruttivi». Amen.