Il commercio per cambiare passo

CALUSO Il commercio che diventa volano di sviluppo per l'economia del territorio, anche in termini di occupazione, attraverso promozione, valorizzazione e strategie di marketing. È lo scopo per cui nasce, nel 2007, all'interno del Piano di qualificazione urbana, Caluso da vivere, l'associazione, o per usare il termine più corretto l'organismo associato d'impresa che ora riunisce sessanta commercianti della Città del vino. Adesso rilancia: tre settimane di appuntamenti, a partire da domenica 30 per vivere nel modo migliore il Natale e rilanciare Caluso. Una valorizzazione commerciale quindi che per cinque anni ha viaggiato parallela a una serie di interventi di riqualificazione urbanistica nel centro del paese, ora impegnata in un ambizioso lancio commerciale che punta a vele spiegate sull'enogastronomia per una comunicazione del territorio attraverso i suoi prodotti d'eccellenza. Che sono i vini Erbaluce, Passito e Canavese rosso, legate ad altri prodotti tipici ed unici del territorio, quali il salame di patata di Settimo Vittone ed il fagiolo bianco di Cortereggio. Periodo privilegiato per il commercio resta quello natalizio. Ecco che Caluso da vivere nei giorni scorsi ha presentato il programma di "Natale da gustare, assaggi di Canavese", che alzerà il sipario domenica 30 novembre con una prima giornata già densa di appuntamenti. Si andrà avanti fino all'Epifania: « L'idea di fondo, da cui siamo partiti sette anni fa – spiega Silvia Chiavegato presidente di Caluso da vivere – lavorando in perfetta sinergia con l'amministrazione dell'allora sindaco Marco Suriani, e con l'Ascom, era di rendere Caluso più bella, di farla vivere assaporando il piacere di abitare in un centro accogliente, dotato di servizi, di una variegata offerta commerciale, di luoghi curati. La Regione Piemonte ci ha sempre sostenuto con una compartecipazione finanziaria alle nostre progettualità ed a quelle del Comune, che finora hanno generato un giro d'affari complessivo di un milione di euro. Il Comune ha completato il Piano di qualificazione urbana, rifacendo due piazze (Ubertini e Mazzini) e creandone una nuova (la piazzetta dei Migranti in via Micheletti). Noi abbiamo abbellito i nostri negozi rifacendo facciate dehors, insegne, allestendo l'info point, investendo nell'informatizzazione, nell'organizzazione di manifestazioni culturali e musicali (ad esempio Piazza viva) sempre cercando di fare rete con le associazioni del territorio , creando la fidelity card per la fidelizzazione della clientela, i concorsi a premi e le campagne di sconti un paio di volte l'anno per favorire lo shopping a Caluso. Siamo uno dei pochi centri commerciali naturali della provincia di Torino, con il suo cuore pulsante in via Bettoja. Ed arriviamo ad oggi con un Natale tutto da gustare che speriamo coinvolga i calusiese e i residenti dei paesi vicini. Importante la collaborazione del Comune che si è adoperato per le luminarie e della Pro loco che animerà il mercatino dei prodotti tipici sotto i portici del chiostro e di Mariangela Susigan, chef stellato del ristorante Gardenia che ha curato lo show- cooking e la cena di gala». Non Ma non è stato tutto così facile.: «Per noi si tratta di un importante passo in avanti – aggiunge Marco Malvino, presidente della locale sezione dell'Ascom e vice di Caluso da vivere - che ha significato un grande impegno in termini di tempo e di risorse: abbiamo investito 20mila euro per fare di Caluso la capitale canavesana del gusto. Ed in questa direzione abbiamo finalmente trovato un terreno fertile». Lydia Massia