Si intasca 40mila euro destinati ai cani

IVREA Tesoriere infedele dell'associazione dei cinofili sottrae denaro alle casse del club. Questa l'accusa mossa nei confronti di Andrea Mestrinaro di Biella, difeso dall'avvocato Andrea Conz. Mestrinaro è accusato del reato di appropriazione indebita aggravata per aver sottratto dal conto dell'associazione che si occupa di cani quarantamila euro. Il processo a carico del biellese, che operava a Ivrea, si è aperto venerdì mattina avanti al giudice monocratico del tribunale di Ivrea Mariaclaudia Colangelo. A testimoniare è stato chiamato il presidente dell'associazione danneggiata, il Retrievers club italiano che conta delegazioni e associati in tutta Italia e che si occupa di tutelare e promuovere le cinque varianti della razza retrievers (tra le più conosciute il Labrador ed il Golden). Il testimone ha spiegato in aula di essere stato eletto nel marzo 2011, contestualmente al suo incarico l'imputato riceveva il compito di diventare segretario e tesoriere del Club avendo così facoltà di agire sul conto corrente dell'associazione, aperto in una banca di Ivrea: «Nei primi tempi del nostro mandato – ha spiegato il presidente di allora – abbiamo chiesto più volte di essere messi al corrente della situazione dei bilanci. Non facevamo molte riunioni, ma quando capitava Mestrinaro rimandava sempre la presentazione del rendiconto adducendo scuse e difficoltà nel redigerlo. Ad agosto, preoccupati, io ed altri soci del consiglio direttivo ci recammo alla banca per verificare la consistenza dei conti correnti legati al Club. Con nostra grande amarezza scoprimmo che le casse erano pressoché vuote e che nel giro di pochi mesi erano state fatte tante operazioni da Mestrinaro: bonifici, assegni e prelievi in contanti. I soldi erano quelli delle quote associative e i proventi delle manifestazioni organizzate dal Club, senza quel denaro ci trovammo in grave dissesto. Tra l'altro la nostra associazione è a sua volta legata all'Enci (Ente nazionale cinofilia italiana) che non ricevendo le nostre quote ci aveva diffidato. Rischiavamo, quindi, di fallire, poi fortunatamente grazie anche al nostro buon nome abbiamo potuto continuare ad organizzare le manifestazioni con le quali abbiamo pagato i debiti. Appena saputo degli ammanchi ne chiedemmo la spiegazione a Mestrinaro che piangendo ci disse che erano serviti per risolvere problemi personali e di lavoro». Denaro che non è mai tornato indietro come sostiene l'avvocato di parte civile Elisa Pigozzi che rappresenta il Retrievers: «Non ci fu mai un tentativo di rimborsare la cifra sottratta e parliamo di quasi 40mila euro sottratti in appena sei mesi di mandato da tesoriere». Per l'audizione di altri testi nominati dalle parti, il processo è stato infine rinviato al 20 aprile 2015. Valerio Grosso