Via l'amianto dai tetti del vecchio mattatoio

CASTELLAMONTE Oltre novecento metri quadrati di eternit sono stati tolti, nei giorni scorsi, dai tetti del vecchio mattatoio di via Cesare Balbo, a Castellamonte. L'operazione, scattata dopo le numerose proteste degli abitanti della zona, è stata eseguita da una squadra di operatori della ditta cuneese Mon.Vi. Service di Sommariva del Bosco. Lo stabile, costruito verso la metà del secolo scorso quando ancora non si sapeva che il deterioramento delle lastre contenenti il materiale avrebbe costituito fonte di pericolo, se inalato, da quasi un secolo ospita il macello (ora gestito da privati) e la pesa pubblica. «Da tempo – avevano spiegato, alcuni mesi or sono, i residenti di via Pelizzina – , abbiamo notato che le lastre di eternit che ricoprono i tetti dei quattro edifici del vicino mattatoio sono in cattivo stato in seguito al processo di erosione Abbiamo il timore che nelle giornate di forte vento, frammenti delle lastre finiscano nelle nostre case». Gli abitanti avevano segnalato il problema all'amministrazione comunale proprietaria, fino a tre anni fa, dello stabile, affinché si attivasse nei confronti dei proprietari invitandoli a provvedere alla bonifica. Bonifica effettuata con estrema cura, anche se è stato consigliato ai residento nell'area attorno al mattatoio di tenere chiuse porte e finestre e non stendere panni all'aperto in modo da evitare che la povere possa impregnare gli indumenti. Prima dell'alienazione, nel 1986, una parte del mattatoio venne dato in affitto alla Croce Rossa che ne fece la propria sede, poi trasferita in via del Ghiaro. Alcuni anni fa, il Comune decise di vendere l'edificio di via Balbo ad un gruppo di cinque macellai della zona, che versarono nella casse di palazzo Antonelli la cifra di 370mila euro. (d.r.)