Ambientalisti col sindaco «Ma doveva coinvolgerci»
MONTANARO «Se anche il progetto Bacino azzurro non verrà realizzato noi non ne faremo mai una colpa a Giovanni Ponchia. Gli contestiamo invece il non averci più coinvolti». Con pacatezza Eugenio Borra, uno dei membri più attivi di Restiamo sani spiega le posizioni del comitato ambientale che la scorsa settimana ha scritto al sindaco di Montanaro. La lettera e il post pubblicato su fac book ha particolarmente indisposto il primo cittadino tanto da spingerlo ad annunciare dimissioni, sempre sul social network. Dimissioni mai presentate. «È stato uno sfogo - ha poi detto il sindaco - Diciamo un sondaggio per testare l'umore dei cittadini». La critica di Restiamo sani era relativa soprattutto alla mancanza di comunicazione in merito agli sviluppi che nei mesi scorsi si erano tenuti in relazione al progetto del bacino di laminazione: «Abbiamo saputo di un incontro avvenuto alla fine del luglio tra il sindaco e i funzionari degli organi superiori – spiega Borra -, nel quale si sarebbe continuata la discussione relativa al cambio di destinazione per i fondi del quarto lotto del canale scolmatore a favore del Bacino azzurro ci sembra strano che ad un incontro così importante non siano stati invitati i comitati interessati e che non vi siano informazioni riguardanti gli esiti di questi incontri. Noi e il comitato degli alluvionati siamo portatori di diritti. Noi per quello che riguarda l'aspetto ambientale, visto che sull'area delle cave che avrebbe dovuto ospitare il Bacino azzurro avevamo presentato una richiesta di Zps, zona di protezione speciale. Il comitato alluvionati invece è parte in causa per quello che riguarda la messa in sicurezza del territorio dalle acque». I membri di Restiamo sani ammettono di essere consapevoli della difficoltà di realizzare il bacino di laminazione. «A Ponchia diamo atto di essere stato l'unico ad averci provato – conclude Borra -. Sappiamo della difficoltà di trovare i fondi per espropriare i terreni delle cave. Ma sappiamo anche che sull'area ci sono forti interessi politici. Da sempre. Ci piacerebbe sapere perché il sindaco ha ritenuto di dover dialogare prima con il Partito democratico che con noi». Silvia Alberto