Pd e Sel attaccano: «Ora deve dimettersi»

ROMA Nessun «vulnus» per il calcio italiano secondo il suo «grande elettore» Claudio Lotito, un'ammonizione che meriterebbe il «cartellino rosso» invece per diversi deputati Pd. Il provvedimento disciplinare nei confronti del presidente della Figc, Carlo Tavecchio per la famosa gaffe sui «mangiabanane» e formalizzato dall'Uefa, continua a dividere e a far discutere. Per il presidente della Lazio e consigliere federale con delega alle Riforme, la decisione di Tavecchio di non ricorrere al Tas «è un gesto di grande responsabilità». «In questo modo ha preferito evitare, nell'interesse del sistema calcio italiano, un contenzioso tra Figc e Uefa che avrebbe determinato un sistema di contrapposizione», aggiunge Lotito che minimizza la sanzione dell'organo del calcio europeo «l'Uefa ha rilevato che Tavecchio non debba partecipare al convegno Uefa di marzo e alla commissioni Uefa per sei mesi. Tavecchio non fa parte di nessuna commissione e al congresso la Figc sarà rappresentata dai suoi delegati, pertanto non c'è nessun vulnus per il calcio nazionale». Piuttosto, Lotito critica quanti chiedono un «passo indietro» da parte di Tavecchio: «La politica non deve fare un'invasione di campo». Il riferimento è ad alcuni deputati del Pd e di Sel. «Crediamo sia arrivato il momento per il presidente della Figc di fare un passo indietro», chiedono i Democratici Laura Coccia e Khalid Chaouki. E Lorenza Bonaccorsi: «La sospensione del presidente della Figc per le sue frasi razziste umilia l'Italia». Una «figuraccia» scrive su twitter il senatore Pd Andrea Marcucci, mentre Maurizio Gasparri di Forza Italia ne prende le difese: «Una squalifica ridicola, non conosco Tavecchio personalmente, ma da oggi mi è ancora più simpatico». Critica anche l'ex ministro dell'Integrazione, Cècile Kyenge: «Al di là della misura della sanzione, la Uefa ha riaffermato un principio: quelle di Tavecchio furono frasi razziste, e per questo da sanzionare», conclude ricordando che «in Europa non si minimizza, le parole hanno un peso». Damiano Tommasi, presidente Aic e avversario elettorale di Tavecchio nei giorni della corsa alla presidenza Figc, cita il «fa male al calcio italiano» di Rudi Garcia dopo la partita con la Juve. «Le decisioni dell'Europa non mi sorprendono, semmai mi sorprendono quelle dell'Italia. Una sentenza non si valuta solo in base a quel che si può fare o non fare, ma a quello che si è fatto».