IL TEMPO DEGLI ALIBI È FINITO
di STEFANO TAMBURINI Sono metaforiche ma sono sempre sportellate; vestono gli stessi colori ma ormai giocano ognun per sé in un tafazziano Gran premio del "tanto peggio di così...". E sullo sfondo poi corrono anche quello vero, in pista, in una sorta di tregua armata che serve solo a rinsaldare le posizioni del Gp sottotraccia. In casa Ferrari, ormai, purtroppo il copione è questo: da una parte Fernando Alonso, dall'altra i capi e non si sa bene neanche se tutti quanti uniti e convinti. In ballo non ci sono soldi da aggiungere alla busta paga, o almeno non solo quelli. In ballo c'è un'idea diversa della Ferrari che verrà, quella che dovrebbe invertire la penosa tendenza. Alonso si è reso conto di aver girato un reality molto triste dal titolo "I migliori anni persi per strada": cinque, per l'esattezza, con zero tituli e solo un paio di stagioni con qualche reale chance di gloria. Ora chiede di sapere se anche le prossime andranno aggiunte al filone decoubertiano: a 33 anni, l'idea di spenderne altre a tentare di rianimare una Ferrari in difficoltà un po' lo spaventa. A Maranello il negozio delle illusioni ha chiuso per esaurimento merce e il sano realismo consiglia un piano più a lunga scadenza ed è su questo che si gioca un Gp dagli esiti non scontati. Con la McLaren prossimamente motorizzata Honda spettatrice interessata. La Ferrari intanto si guarda intorno ben sapendo che non sarebbe certo un cambio di pilota a dargli quello slancio che manca oltre il volante. Nel frattempo le Mercedes volano, con i loro problemi di guerriglia fra Lewis Hamilton e Nico Rosberg. Il primo sembra avere qualcosa in più, al netto di fin troppo misteriose rotture meccaniche ed elettroniche e strani dritti in curva. Se dovesse prevalere il tedesco, magari potrebbe nascere un progetto intorno a un Hamilton desideroso di riscatto. Ma alla Ferrari sanno bene che la prima reale tappa verso il rilancio sarebbe quella di recuperare il rapporto con Alonso o trovare fin da subito una chiara alternativa. Errori a Maranello ne hanno inanellati a dismisura, a partire da quello di insistere sulla macchina del 2013 anche a campionato compromesso e sottovalutare il progetto 2014. Finiti i regolamenti di conti con le uscite di Stefano Domenicali e Luca Cordero di Montezemolo (questa non solo per questioni di pista), il tempo degli alibi ora è davvero finito. @s__tamburini ©RIPRODUZIONE RISERVATA