Obama e Cameron: «Questi sono mostri»
di Andrea Visconti wNEW YORK «È l'immagine fatta e finita del male». Così da Londra il premier David Cameron ha definito la decapitazione dell'ostaggio britannico David Haines mentre da Washington il presidente Obama l'ha definito «un omicidio barbaro». Parole forti di dura condanna con la determinazione dei due governi di portare avanti la caccia ai responsabili delle decapitazioni di ostaggi, senza cedere anche se ci dovesse volere molto tempo. Ma mentre il governo americano sta già conducendo bombardamente per indebolire e sconfiggere gli jihadisti dello Stato Islamico il governo britannico sceglie la cautela. «Gli Stati Uniti interverranno con azioni militari dirette, un cosa che non sosteniamo», ha affermato Cameron senza spingersi a dire che anche il suo governo porterà avanti bombardamenti. Probabilmente una misura cautelare sapendo già che il prossimo ostaggio a rischio che gli venga tagliata la testa è un altro britannico. Si tratta di Alan Henning che da mesi è nelle mani dei terroristi dell'Is. «Stanno uccidendo e massacrando migliaia di persone - cristiani, musulmani e minoranze etniche in Iraq e Siria», ha proseguito il leader britannico esprimendo la rabbia del suo governo e di tutti i cittadini per la tragica fine di un loro connazionale sequestrato in Siria mentre portava avanti lavoro umanitario per conto di una Ong. «Dicono di compiere queste azioni nel nome dell'Islam, ma sono sciocchezze», ha proseguito Cameron poco dopo che era stata confermata l'autenticità del video nel quale Haines viene decapitato dopo avere letto un messaggio di condanna del governo di Londra. «L'Islam è una religione di pace. Questi non sono musulmani. Sono mostri che non fanno mistero del fatto che le loro intenzioni sono di fare tanto più male possibile». Poche ore dopo è venuto un analogo messaggio di condanna da parte del presidente Obama che già nelle settimane precedenti aveva riservato parole dure nei confronti dell'Is per avere ucciso brutalmente due ostaggi americani. «Gli Stati Uniti rimarranno fianco a fianco con i nostri amici e alleati più stretti con grande determinazione». Un messaggio di solidarietà per gli inglesi è venuto anche da Berlino dove la cancelliera Angela Merkel si è detta «sconvolta» per la decapitazione di Haines, che ha definito essere «un atto disumano che non può essere in alcun modo giustificato e deve venire punito». Le tragiche sorti di tre ostaggi - uno britannico e due americani - ripropongono l'incrollabile solidarietà fra Washington e Londra, mentre negli ultimi giorni comincia a crearsi un divario fra il governo Usa e quello francese. Lo ha rivelato ieri il New York Times secondo il quale Obama la scorsa settimana ha espresso parole critiche nei confronti del presidente Françoise Hollande. Quest'ultimo ufficialmente sostiene che la Francia non tratta mai con i terroristi, ma Obama dubita, e mercoledì scorso, durante un incontro alla Casa Bianca sulla situazione degli ostaggi internazionali, avrebbe espresso rabbia nei confronti del collega francese. È convinto infatti che il governo di Parigi ottenga il rilascio dei suoi ostaggi dietro pagamento di ingenti somme. Un'altra fonte di sostentamento dell'Is è la vendita di petrolio sul mercato nero. A questo fine Washington sta cercando di ottenere il supporto della Turchia che ostacoli questo tipo di commercio. Ma il governo di Ankara dice di non essere in grado di fermare il flusso di petrolio verso gli jihadisti, dichiarazione che gli americani mettono in dubbio. A livello pratico dunque la Turchia non si è ancora sbilanciata per quanto riguarda la coalizione internazionale contro l'Is, temendo gravi ripercussioni, vista la vicinanza geografica con la regione dove lo Stato islamico ha il controllo. La Casa Bianca intanto ha affidato al generale in congedo John Allen il coordinamento della coalizione multinazione. Allan, ex comandante Nato in Afghanistan, è già operativo. Anche 10 Paesi medio orientali si sono impegnati a sostenere la guerra all'Is, compreso l'Egitto che ieri ha condannato l'uccisione di Haines. La coalizione islamica ha detto che metterà a disposizione anche risorse militari, non soltanto intelligence. Lo ha confermato il segretario di Stato John Kerry parlando di disponibilità dei Paesi arabi a condurre «azioni più aggressive». ©RIPRODUZIONE RISERVATA