Debiti Pa, accordo con Bruxelles

BRUXELLES Si profila all'orizzonte la chiusura della procedura d'infrazione Ue aperta nei confronti dell'Italia per il ritardo dei pagamenti dei debiti alle imprese da parte della Pubblica amministrazione. Con l'invio entro i tempi previsti della risposta del governo a Bruxelles e una prima valutazione che questa vada nella «giusta direzione» da parte del commissario Ue Ferdinando Nelli Feroci, è stato compiuto un passo avanti verso la risoluzione del contenzioso. Questo era stato formalmente aperto dal commissario uscente Antonio Tajani con l'invio di una lettera di messa in mora lo scorso 18 giugno, facendo seguito a numerosi avvertimenti alla luce del record negativo dell'Italia quale «peggior pagatore dell'Ue». I ritardi riconosciuti da Bankitalia a fine maggio arrivavano a 170 giorni contro i 30 previsti dalla direttiva Ue. L'articolato documento di 53 pagine, è arrivato sul tavolo della Commissione il 18 sera. Ora i servizi di Bruxelles dovranno esaminarlo nel dettaglio e valutarne i contenuti entro due mesi. Non è quindi detta l'ultima parola, ma il «dialogo costruttivo» che si è innescato tra Roma e Bruxelles e l'incontro «molto positivo» tenutosi il 28 luglio tra Nelli Feroci e il sottosegretario Sandro Gozi, che si è occupato del dossier, lasciano ben sperare. La lettera, ha spiegato Nelli Feroci, «conferma il pieno impegno del governo perché si possa arrivare a una soluzione della procedura d'infrazione». La missiva, da una parte, fornisce risposte ai rilievi della Commissione sulla trasposizione della norma relativa ai pagamenti a 60 giorni, che ora vengono correttamente recepiti come un'eccezione e non la regola (approvazione dei correttivi «entro settembre»). Dall'altra elenca i provvedimenti presi, di cui diversi nelle settimane successive alla lettera di messa in mora. Vengono poi confermati gli oltre 56 miliardi di euro per il 2013-2014 per il pagamento dei debiti pregressi. L'impatto visibile di queste misure «non sarà verosimilmente immediato», ha precisato Nelli Feroci, ma la Commissione «disporrà di qualche forma di monitoraggio per verificare che si dia seguito agli impegni presi».