Manifesto funebre per il segretario Pd

CASTELLAMONTE Manifesto funebre contro il segretario Pd che denunciò la 'ndrangheta, Pasquale Mazza. Scherzo di cattivo gusto oppure minaccia? È caccia ai corvi autori di un'affissione sui muri del paese in cui si annuncia il decesso del consigliere di minoranza Pasquale Mazza. Un annuncio shock dato sotto forma di manifesto funebre, con tanto di fotografia, nome della moglie e della figlia, nonché il giorno e il luogo del funerale. Ma si cercano anche gli autori di una lettera anonima contenente pesanti accuse contro alcuni componenti e collaboratori dell'amministrazione comunale. Accuse che vanno dalle modalità di affidamento dei lavori di pulizia del Rio San Pietro a presunti favoritismi nel settore dell'edilizia privata e scolastica. Due anni fa, Mazza pubblicò un libro-denuncia poi finito nell'inchiesta Minotauro sulla 'ndrangheta. La lettera contro gli amministratori è stata recapitata qualche giorno fa a Mazza, attuale segretario del Partito democratico e consigliere di minoranza, che l'ha fatta protocollare. «Come amministratore comunale - spiega Mazza - ho ritenuto che fosse mio dovere farla protocollare, affinché vengano avviate le dovute procedure, non solo per cercare di scoprire l'autore anonimo, ma anche per verificare la verità o le bugie contenute nel testo in cui comparivano, tra l'altro, anche una serie di asserzioni su alcune persone al di fuori dell'amministrazione comunale». Mazza inoltre ha inviato copia di quella stessa lettera a carabinieri, Procura, prefetto e alla Guardia di finanza. Che ci sia un legame tra questo gesto e il manifesto funebre? Che invece c'entri il libro denuncia di due anni fa? Mazza si è detto amareggiato: «In questo paese, ad essere presi di mira non sono gli autori dei reati, ma chi li denuncia. Da parte mia, come consigliere comunale ho sempre espresso il mio parere alla luce del sole, senza mai nascondermi dietro l'anonimato. Ho saputo del manifesto dai vigili, poi mi hanno detto che sul manifesto c'erano anche i nomi di mia moglie e mia figlia e mi sono preoccupato». Mazza ha assicurato che sporgerà denuncia contro ignoti. A far temere che dietro il manifesto ci sia altro rispetto allo scherzo di pessimo giusto, è anche un fatto avvenuto lo scorso anno, quando l'autovettura della moglie del consigliere di minoranza venne distrutta dalle fiamme davanti a casa, in piena notte. Allora si parlò di corto circuito, anche se non venne mai scartata l'ipotesi di un atto doloso. Dario Ruffatto