Alfano frena sull'alleanza con Berlusconi
ROMA «Non è previsto alcun incontro tra me e Silvio Berlusconi: vediamo prima come si comporta Forza Italia sulla legge elettorale». Angelino Alfano fa la voce grossa un'ora prima dell'incontro con i vertici del Nuovo centrodestra, per metà in rivolta sulla reunion con Forza Italia. «Ncd: pochi e confusi! Alfano smentisce incontro con presidente Berlusconi. Giusto, nessuno lo aveva invitato», twitta Giovanni Toti, il più ascoltato da Silvio Berlusconi. Frenate che lasciano il segno a terra, ma che non mutano la sostanza dei fatti. Al di là delle schermaglie verbali, il progetto non cambia: Berlusconi ed Alfano sono pronti, magari senza l'accelerazione delle ultime ore, a mettere una pietra sul passato e ragionare di una federazione delle forze strategicamente alternative alla sinistra. E infatti il leader Ncd non dice nulla di diverso dai giorni scorsi, ma deve usare toni ben più ruvidi a poche ore dal vertice di un partito in subbuglio e a pochi giorni dalla direzione di sabato dove - come è chiaro fin dal mattino dalle reazioni forti alla proposta della capogruppo De Girolamo di un congresso per la riunificazione entro l'anno - saranno in molti (Cicchitto, Schifani, Lorenzin, Sacconi, Quagliariello, Formigoni) - a non voler indossare le vesti dei figliol prodighi. Di contro anche Silvio Berlusconi, nel suo primo giorno a Roma da assolto nel processo Ruby, sta ben attento a non enfatizzare il suo ruolo di federatore e a non urtare la sensibilità di chi in Fi si è sentito ferito dal suo allargare le braccia a chi ha voltato le spalle allora. «Noi abbiamo le idee molto chiare, abbiamo scelto di dividere il nostro destino da quello di Forza Italia non per ragioni giudiziarie e non può essere un'assoluzione ad unirci», ribadisce intanto Alfano, per sedare la rivolta di chi nel partito si è sentito scavalcato dalla risolutezza di alcuni (De Girolamo, Lupi, Saltamartini, Casero, Bianchi) nell'imboccare la via della grande alleanza con il Cavaliere. Lo scontro è anche sull'allargamento dell'alleanza di destra alla Lega di Salvini. Ma siccome per ora Berlusconi vuole dialogare con tutti, Lega inclusa, e Fi non fa nulla per nascondere di sentirsi socio di maggioranza nella ipotetica riunificazione serviranno tempo e pazienza per cercare di rimettere insieme i cocci.