Salari anzianità e servizi

IVREA Nei giorni scorsi l'Aran, agenzia che si occupa di stipulare i contratti nazionali pubblici per conto del Governo, e i sindacati hanno finalmente firmato l'accordo che riconosce a circa 150mila dipendenti del comparto scuola lo scatto di stipendio legato alla anzianità di servizio. La conclusione della vicenda era attesa da tempo e anche sul territorio le assemblee sindacali sull'argomento sono state particolarmente numerose. L'accordo non è stato firmato dalla Flc-Cgil e lascia l'amaro in bocca anche a chi lo ha sottoscritto. Il motivo è presto detto: gran parte delle risorse necessarie a pagare lo scatto sono sottratte al cosiddetto fondo di istituto che è destinato per contratto a retribuire il maggiore impegno del personale docente, amministrativo e ausiliario per la realizzazione di specifiche attività o per l'assunzione di compiti e funzioni non espressamente previste dalle disposizioni. Per averne un'idea basti dire che tre anni fa il fondo ammontava a livello nazionale a circa un miliardo e 400milioni, mentre quest'anno si superano di poco i 500milioni di euro. «Il nostro sindacato - spiega Clara Micelotta, responsabile territoriale Snals - ha deciso di firmare e di dare priorità al pagamento degli scatti perché si tratta di un aumento che va a tutti e soprattutto incide sul trattamento di pensione». «Certo è - aggiunge Micelotta - che la decurtazione del fondo di istituto comporterà qualche sacrificio; vuol dire che nelle scuole si dovranno fare scelte più ponderate, bisognerà privilegiare la didattica anziché usare una quota elevata del fondo per retribuire le figure organizzative». Il fatto è che di questo passo, poco per volta, il fondo di istituto verrà azzerato. Su questo punto Simona Sacchero, responsabile della Cisl-Scuola, afferma: «Cosa ne sarà del fondo in futuro è difficile prevederlo. Il ministro Giannini aveva annunciato nelle linee programmatiche l'intenzione di riportare il fondo di istituto ai livelli di due anni fa, cioè circa 1,5 miliardi. E poi c'è il discorso aperto sulla valorizzazione di tutti gli insegnanti e sul merito di coloro che sono maggiormente impegnati». Resta il fatto che in molte scuole del territorio il malumore di insegnanti e operatori scolastici è palpabile: in molti hanno svolto compiti aggiuntivi e adesso, a fine anno, riceveranno a male pena un grazie. E non sono pochi coloro che già annunciano: «Il prossimo anno mi guarderò bene dal lavorare più del dovuto». Reginaldo Palermo