«Bene le riforme ma attenzione al debito»

Un plauso alle rapide riforme del Governo ma attenzione a quel debito sempre troppo elevato, che invece di scendere quest'anno sfonderà il 135%: le attese raccomandazioni della Commissione europea arrivano domani, ma il premier Matteo Renzi non è preoccupato perché sa che il suo Governo sta affrontando già buona parte di quanto Bruxelles chiede ormai da anni. E alla vigilia dell'importante appuntamento c'è «tranquillità» negli ambienti di governo nella convinzione di aver fatto quello che si doveva: taglio del cuneo, riforma della p.a., spending review sono quello che la Ue vuole vedere, e che darà la misura di un Paese che sta affrontando le sue debolezze strutturali per liberare quel «grande potenziale di crescita», come ripete il commissario agli affari economici Olli Rehn. «Non ho particolari timori sulle valutazioni che la Commissione deve fare», ha detto Renzi, convinto che «la vera questione è che cosa i governi immaginano della prossima Commissione Europea». Per il premier bisogna cambiare passo perché «queste politiche economiche hanno portato ad una disoccupazione senza precedenti in Italia», dimostrando che «le ricette dell'Europa fino ad oggi non sono state efficaci». Impostare tutto solo su parametri di rigore e rispetto dei vincoli di Maastricht, per Renzi non è la strada giusta: «Dobbiamo cambiare le regole, poi dobbiamo cambiare le istituzioni», spiega. La Ue affronterà anche la richiesta avanzata dall'Italia ad aprile di rinviare al 2016 il pareggio di bilancio. Il ritardo in sè non dovrebbe essere problema,ma dubbi potrebbero esserci sul percorso dell'aggiustamento strutturale.