Dentista low cost Oltre 200 visite in meno di otto mesi
di Rita Cola w IVREA L'iniziativa era stata presentata nel luglio scorso, dalla direzione generale dell'Asl/To4. A inizio mese, era stata approvata una delibera che istituiva il servizio di assistenza odontoiatrica low cost, ovvero sulla base di tariffe derivanti unicamente dal prezzo di costo delle prestazioni. Al progetto del dentista sociale teneva in modo particolare Flavio Boraso, direttore generale dell'azienda sanitaria, che, in un momento di crisi, aveva pensato di poter andare incontro a una parte di popolazione che potrebbe trovare difficoltà a ricorrere a professionisti privati per motivi legati al reddito. Da dati nazionali, emergeva che nel 2012 il crollo delle terapie legate alla cura dei denti è stato del 40% mentre la domanda nel pubblico era cresciuta del 20%. Nel rispetto delle normative legate ai livelli essenziali di assistenza, infatti, possono attualmente beneficiare dell'assistenza odontoiatrica ambulatoriale gli ultrasessantacinquenni esenti per reddito, i bambini e i ragazzi fino a 14 anni, gli invalidi civili, gli esenti per patologie specifiche, ma limitatamente a visite o bonifiche richieste da ematologo, oncologo o radioterapista per certi cicli di cure e indigenti definiti a livello comunale. L'Asl/To4 aveva chiarito subito, inoltre, che non sarebbero aumentate le ore negli ambulatori, ma, aveva sottolineato che l'attivazione del servizio era «frutto dell'impegno per ottimizzare l'utilizzo delle risorse umane e strumentali». Il servizio era partito alla metà del mese di settembre, nei poliambulatori di Ivrea, Rivarolo, Chivasso, San Mauro, Settimo e Lanzo. E i primi risultati sono incoraggianti: 215 visite, 221 cure. A Ivrea, dal 10 settembre a fine aprile sono state effettuate 38 visite, con 47 cure; a Rivarolo e Chivasso, dove il servizio è stato attivato il 19 settembre, le visite sono state rispettivamente 37 visite con 40 cure, 80 visite e 79 cure. A San Mauro, invece, le visite sono state 29 e le cure 40, a Settimo Torinese, 16 e 15, e 15 visite a Lanzo. Tra l'altro, l'attivazione del servizio era stato oggetto di due interrogazioni in consiglio regionale, rimaste inevase. La prima era stata presentata il 14 ottobre 2013 da Antonino Boeti, consigliere regionale Pd e vicepresidente della commissione sanità. Boeti si rivolgeva all'assessore alla Sanità osservando come il servizio odontoiatrico low cost dell'Asl/To4 si configurasse come al di fuori dei livelli essenziali di assistenza «e appare perlomeno dubbio che possa essere erogato a tutti i cittadini alle condizioni stabilite dall'Asl stessa». Il tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali legati al rientro dei debiti aveva osservato - ricordava Boeti - come non fosse possibile, per la Regione, utilizzare risorse aggiuntive dal bilancio per prestazioni al di fuori dei livelli essenziali di assistenza. Il 22 novembre 2013, anche Eleonora Artesio, ex assessore regionale alla Sanità e consigliere regionale della Federazione della sinistra voleva saperne di più sul servizio erogato dall'Asl/To4. Il punto sollevato da Artesio, però, era un altro e si chiedeva se in assenza di autorizzazioni regionali specifiche fosse stata praticabile una decisione come quella contenuta nella delibera di luglio che istituiva il servizio. Ma, soprattutto, Artesio si chiedeva se, a parità di orario di funzionamento e di numero di medici specialisti ambulatoriali, la giunta regionale giudicasse opportuna «una doppia corsia di accesso tra cittadini riconducibili a livelli essenziali di assistenza e quelli no, considerando che, proprio questi ultimi produrranno un'entrata aggiuntiva all'azienda grazie a prestazioni erogate da specialisti contrattualizzati per monte ore su una valutazione precedente all'istituzione del servizio low cost, quindi con un probabile aumento dei tempi di attesa». ©RIPRODUZIONE RISERVATA