Prove Invalsi per 1.000 Sciopero al liceo Gramsci
IVREA Sono poco meno di un migliaio gli studenti delle scuole superiori cittadine che martedì 13 maggio hanno partecipato alle cosiddette prove Invalsi di lingua italiana e matematica. Le due prove hanno tenuti impegnati i ragazzi delle classi seconde per l'intera mattinata: 90 minuti per rispondere ai quesiti di italiano e 90 per quelli di matematica. Tutto regolare, o quasi, nelle diverse scuole dal momento che lo sciopero proclamato dai sindacati di base (Cobas e Unicobas in testa) non ha riscosso molto successo. Al liceo Gramsci qualche professore ha scioperato e questo ha costretto la scuola a rinviare l'avvio delle prove di un'ora o due per attendere l'arrivo di un altro docente. Al liceo classico tutto è andato per il meglio «anche se - osserva la dirigente Lucia Mongiano - i docenti devono inserire nel sistema le risposte degli studenti e questo è un lavoro non indifferente che oltretutto arriva in un momento dell'anno che è già carico di impegni importanti». «Non sarebbe male - aggiunge ancora Mongiano - se in futuro gli studenti potesse svolgere le prove semplicemente collegandosi con l'Invalsi in modo da evitare alla scuola il lavoro di inserimento dei dati». Soddisfazione all'Iis Olivetti che quest'anno è stata scelta dall'Invalsi come scuola campione. In questo caso gli studenti hanno svolto le prove alla presenza di osservatori esterni nominati dallo stesso Invalsi. «Gli osservatori - spiega la vicepreside Carla Chieno - hanno seguito quattro classi seconde e si sono dichiarati soddisfatti nel vedere la serietà e l'impegno con cui gli studenti hanno affrontato la prova». Anche al liceo Gramsci gli studenti l'hanno presa seriamente, «ma senza farsi prendere dallo stress» osserva la dirigente Daniela Vaio che aggiunge: «Quando l'Invalsi ci restituisce i risultati delle prove, ne parliamo nel collegio dei docenti, per capire se c'è qualcosa da modificare nella nostra programmazione. Inoltre ogni consiglio di classe ha a disposizione i propri dati e può capire meglio la situazione dei propri studenti». A quanto pare, insomma, a Ivrea non si è verificato né il fenomeno delle prove restituite in bianco per protesta né ci sono state scuole chiuse a metà per lo sciopero dei docenti. Solo qualche timida protesta. Reginaldo Palermo ©RIPRODUZIONE RISERVATA