Viviani: «C'è poco da fare, ma io non mi arrendo»

Siamo alla seconda volata e già non ci sono parole per descrivere le imprese di Marcel Kittel. E, infatti, non le ha nemmeno lui. Se sabato aveva dimostrato la sua disarmante superiorità, ieri è andato anche oltre. Dopo essere rimasto per un paio di minuti sdraiato sull'asfalto di Dublino, esausto e felice, il velocista tedesco della Giant Shimano si concede con la consueta gentilezza a telecamere e taccuini: «Oggi sono davvero sorpreso di me stesso – spiega Kittel, che proprio ieri compiva 26 anni – Ho nuovamente perso le ruote dei migliori, oggi ero veramente molto, molto indietro quando i miei avversari hanno lanciato la volata. Dopo l'ultima curva pensavo che non ce l'avrei proprio più fatta. Ma, proprio per questo, a quel punto ho giocato il tutto per tutto, perché non avevo più nulla da perdere. E sono davvero felicissimo di essere riuscito a vincere anche oggi». Se a Belfast aveva fatto buon viso a cattivo gioco, dopo la batosta patita anche a Dublino – quando pareva potersi se non altro giocarsi la vittoria con Swift – Elia Viviani (Cannondale) non nasconde un minimo d'amarezza: «Ho dato il cento per cento così come la mia squadra, ma contro questo Kittel purtroppo non c'è stato molto da fare – spiega il veronese – I chilometri finali erano molto tecnici e i miei compagni hanno gestito la volata in maniera perfetta. Hanno svolto un lavoro eccezionale, mi spiace solo non aver finalizzato. Lanciato lo sprint con Swift pensavo fosse un testa a testa, poi ho visto Kittel sfrecciare. So che la prestazione è stata buona e l'unico modo che ho per cercare di batterlo è provare e riprovare. La condizione c'è e credo di averlo dimostrato anche oggi. Spero che da Bari in poi le condizioni meteo siano anche un po' migliori– conclude il giovane velocista e pistard azzurro – hon ho intenzione di perdere neanche un'occasione».(m.d.g.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA