«Difficile governare con la crisi»

SAN GIUSTO Giosi Boggio, sindaco uscente di San Giusto Canavese, è giunta al termine del suo mandato in un momento in cui gli effetti della crisi recessiva martellano senza soste anche il paese che amministra. Crescono gli sfratti esecutivi, così come cresce esponenzialmente il numero di coloro che vivono in condizioni economiche che, definire disagiate, può essere considerato un eufemismo. Tutta colpa di quel maledetto lavoro che non c'è e che non consente di pagare la pigione, le bollette della luce e del gas. Anche qui, nel cuore del verde e un tempo ricco Canavese, fanno capolino la povertà e il disagio economico. Il sindaco Giosi Boggio e la giunta comunale hanno compiuto, in special modo nell'ultimo anno, una scelta dettata dalla rigidità del patto di stabilità: quella di fronteggiare al meglio l'emergenza economica, con l'erogazione di contributi ai nuclei famigliari maggiormente colpiti dalla crisi. «Il bilancio del mio ultimo mandato amministrativo è, a parer mio, decisamente positivo. Abbiamo realizzato per quanto concerne le opere pubbliche quanto ritenevamo necessario, ma il clima di austerità che ha coinvolto anche il nostro paese, ci ha posto di fronte ad una scelta obbligata: quella di aiutare in tutti i modi chi sta vivendo giorni drammatici». In che modo? «Cercando una casa per chi non la possiede più e un lavoro per chi lo ha perduto». Giosi Boggio, 57 anni, non ha dubbi: il ruolo dell'ente pubblico è quello di pensare al benessere dei cittadini. E' per questa ragione che l'amministrazione non ha aumentato le imposte comunali, a differenza di quanto hanno fatto la maggior parte degli enti locali, per non incidere maggiormente sulla sofferenza economica della popolazione. San Giusto, 3mila 400 abitanti circa, vive, in quest'inizio del 2014 uno dei momenti più difficili e delicati. «Stiamo valutando di non far pagare ai sangiustesi anche la rata della mini Imu, se ci riusciremo» aggiunge il sindaco. D'altro canto i conti sono in ordine (il bilancio comunale pareggia su tre milioni di euro) e la giunta, supportata dalla maggioranza, è determinata a non mettere le mani nelle tasche dei cittadini. E poi c'è il tesoretto di oltre 160 mila euro, che però il patto di stabilità non consente di toccare. «Certo che con quei denari potremmo effettuare investimenti a favore della comunità, ma tant'è» sospira rassegnata Giusi Boggio. «Speriamo almeno che il nuovo anno coincida davvero con la ripresa dell'economia, altrimenti non vedo prospettive per nessuno». Una riflessione amara che Giosi Boggio forse non avrebbe immaginato di dover fare, quando scelse di dare inizio alla sua esperienza amministrativa al servizio del paese che ha sempre amato. (fra.se.)