La Lem licenzia undici lavoratori

BORGOFRANCO Si sono ritrovati senza lavoro da un giorno all'altro, senza alcun preavviso. Sono gli undici dipendenti dell'azienda meccanica Lem di via Marconi. «Il 20 dicembre scorso – ha spiegato uno dei lavoratori, che ha preferito rimanere nell'anonimato – ci è stato comunicato che, con la fine dell'anno, la ditta avrebbe cessato l'attività per mancanza di commesse e che saremmo rimasti tutti a casa, con otto mesi di assegno di disoccupazione e la liquidazione. Sotto l'albero ci siamo così ritrovati la lettera di licenziamento. Proprio un bel regalo di Natale». Una situazione drammatica che ora unisce tutti e gli 11 i lavoratori nell'angoscia di doversi trovare un'occupazione quando invece il mercato sembra ancora completamente in stallo, del tutto irraggiungibile per persone di mezza età che sperano di ricollocarsi. L'azienda dal canto suo ha negato i licenziamenti. Il titolare Nicolino Savio ha tagliato corto: «Siamo in fase di ristrutturazione ma non è ancora stato deciso nulla», ha dichiarato sabato al telefono. «Non è così – di nuovo l'ex dipendente – la lettera c'è eccome. È vero – ha precisato – che c'erano stati tre licenziamenti a settembre e che negli ultimi tempi il lavoro era calato. Avevamo il sentore che qualcosa non funzionasse ma non certo al punto di presagire la chiusura. Se fossimo stati informati prima, avremmo avuto il tempo di guardarci intorno, invece di restare a piedi dall'oggi al domani». Intanto domani, martedì 7, i sindacati di categoria chiederanno un incontro con i vertici dell'azienda per capire se ci sono margini di manovra per salvare i posti di lavoro, in un territorio per altro già messo in ginocchio dalla crisi. «Vorremo capire – ha puntualizzato al riguardo Fabrizio Bellino, Cgil – quali motivazioni abbiano portato la Lem a questa scelta. Il nostro obiettivo è quello di coinvolgere le istituzioni locali e la Regione per cercare di convincere l'azienda a ritirare i licenziamenti e trovare percorsi alternativi». «Se, come pare, – gli ha fatto eco Bruna Tomasi, Cisl – è venuta meno l'attività principale dell'azienda, si potrebbero prendere in considerazioni altre opzioni. Mi risulta che i lavoratori siano disponibili a ricoprire anche mansioni diverse da quelle attuali. Per quanto ci riguarda faremo il possibile – ha concluso la sindacalista – per aiutare queste undici famiglie che all'improvviso si sono ritrovate senza lavoro». Sulla stessa linea anche il sindaco di Borgofranco Fausto Francisca, che segue da vicino la vicenda e nei giorni scorsi ha incontrato i lavoratori insieme al vicesindaco Enrico Giglio Tos e all'assessore Sergio Francesconi. «La situazione del nostro territorio è gravissima, non c'è più lavoro e dobbiamo salvaguardare quello esistente – ha detto il sindaco – Forse i sindaci della zona, che vedono tante risorse nelle attività legate allo sviluppo del turismo e dell'enogastronomia locali, potrebbero trovare un posto di lavoro a queste undici persone». Nelle parole del sindaco è contenuto un chiaro riferimento agli otto Comuni eporediesi che hanno firmato il protocollo d'intesa contro il pirogassificatore e in favore di attività economiche sostenibili. Francisca ha lanciato un altro messaggio agli otto sindaci, anche se con tono un decisamente diverso: «Serve l'aiuto di tutti per risolvere questo grave problema in tempi stretti. I sindaci che vogliono partecipare al tavolo di crisi sono i benvenuti». Paola Principe