Primarie Pd, Renzi fa il pieno di consensi
IVREA Matteo Renzi stravince in tutto il Canavese e gli elettori che si sono recati ieri ai seggi superano di gran lunghe le previsioni dei giorni scorsi. A Ivrea le consultazioni (che riguardavano anche Cascinette) hanno portato a esprimersi ben 1.795 cittadini. Renzi conquista il 66,5% dei consensi. Il sindaco di Firenze, infatti, ottiene 1.193 voti. Dietro di lui, ben distanziati, Pippo Civati, 377, ovvero il 21 %, e Gianni Cuperlo, 225, 12,5%. Stesso film anche negli altri centri. A Rivarolo, sono 481 i voti di Renzi, 98 quelli di Civati, 75 Cuperlo. A Cuorgnè 225 Renzi, 79 Civati, Cuperlo 75. A Strambino Renzi 307, Civati 73, Cuperlo 60. A Castellamonte Renzi 300, Civati 69, Cuperlo 62. Oltre ogni aspettativa l'affluenza che fino al giorno prima era data come l'incognita maggiore. A Ivrea sono stati in 1.795 a recarsi ai seggi, rispetto ai 1.970 dello scorso anno, quando però le consultazioni erano state organizzate per scegliere il candidato della coalizione di centro sinistra alla presidenza del Consiglio. L'affluenza a livello nazionale, secondo i dati non ancora definitivi, sfiorava i tre milioni. Nel collegio del Canavese (anche qui i dati di ieri sera alle 22 non erano ancora definitivi)la percentuale dei consensi dati a Renzi era del 70%, mentre Civati era al 15,5% e Cuperlo al 14,5%. E tradotto in nomi per l'assemblea nazionale del Pd vedevano in pole position la deputata Francesca Bonomo e il sindaco di Ciriè, Francesco Brizio (renziani) e Alberto Probo, di Caluso, sostenitore della linea di Civati. A bocca asciutta restano coloro che si sono schierati con Cuperlo. Tra questi moltissimi amministratori della zona, compresi il vicesindaco di Ivrea, Enrico Capirone, e la consigliera regionale Gianna Pentenero. Che Renzi sarebbe diventato il nuovo segretario del Partito democratico lo si è capito, domenica mattina, dai commenti raccolti fuori dai seggi. Su otto persone che hanno commentato la loro preferenza, cinque hanno optato per il sindaco di Firenze. Nessuno ha indicato Gianni Cuperlo, su cui tutti si sono espressi allo stesso modo: «Cuperlo - hanno detto all'unisono gli otto intervistati con la massima convinzione - rappresenta la vecchia nomenclatura, che ci ha portati al governo delle larghe intese e alla situazione di grande difficoltà in cui ci troviamo. Cuperlo ha pensato più al mantenimento di un potere consolidato che all'interesse collettivo. E poi sono sempre le stesse persone da più di vent'anni: è davvero arrivato il momento di voltare pagina». Cristian Leggio ha scelto Renzi senza esitazione. E lo vedrebbe bene anche come premier. Perché tutto questo entusiasmo? «L'avevo già votato l'anno scorso – dice Leggio – perché rappresenta l'unico elemento di rottura con il passato. L'unico in grado di darci una prospettiva futura. Ha concretezza, capacità di leadership e di comunicazione». Renzi premier anche per Nicola Attamante. «È una scommessa – sostiene Attamante – in cui molti di noi ripongono le speranze per un'inversione di tendenza che riesca a farci uscire dalla crisi in cui siamo sprofondati. Il fatto poi di essere sindaco gli dà concretezza: lui non se ne sta rintanato nei salotti senza scendere tra la gente per capire, e cercare di risolvere i loro problemi». Anche secondo Renato Battaglino, Renzi dovrà guidare il Pd. «Ma come premier preferisco Enrico Letta. Insieme sono convinto possano fare un gran lavoro per l'Italia. Sono preparati, onesti, adeguati al ruolo che rivestono». «Renzi mi ha convinto per l'energia che emana - afferma Manuela Ceccato -. Speriamo che riesca a unire le diverse anime del partito e che dia concretezza alle sue proposte». Antonino Niosi ha maturato da tempo la sua scelta per Renzi: «Nella situazione attuale è l'unica personalità che ha dimostrato volontà e capacità di cambiamento. Mi fido di lui perché darà la svolta che ci vuole, perché ha la forza per innescare la marcia in avanti per il paese». A preferire Pippo Civati è Paola Sassano. «Perché - spiega - bisogna mantenere il timone a sinistra. E solo Civati può farlo. Renzi lo vedo troppo centrista, mentre Cuperlo è il passato con cui bisogna chiudere». Difesa dei valori della sinistra e quindi voto a Civati anche da parte di Filippo Carlotta ed Elena Lombardo. «Le scorse primarie avevo votato per Bersani - dice Carlotta – che poi non ha mantenuto le aspettative. Spero che con Civati il partito ritrovi la sua identità, che ritorni a essere una vera forza di centro sinistra e non solo di centro come sarà con Renzi. E poi è giovane, diretto - aggiunge Lombardo - e, come sindaco di Firenze, si è già interessato ai problemi della scuola e della sanità, i settori più penalizzati dalla crisi». Lydia Massia ©RIPRODUZIONE RISERVATA