Sos torrenti, vegetazione fuori controllo

di Simona Bombonato wFIORANO È una lotta contro il tempo per rimuovere alberi alti fino a venti metri che ostruiscono i corsi d'acqua. L'obiettivo è agire prima delle intemperie per mettere in sicurezza dal rischio di esondazioni ponti, strade, centri abitati. Rischio ancora concreto, questo, vista la mappa degli interventi sulla manutenzione con carattere di urgenza elaborata proprio in queste ore dalla Direzione opere pubbliche, difesa suolo e assetto idrogeologico della Regione Piemonte. Lunedì, i tecnici della Regione e tre squadre forestali addestrate nei contesti ambientali difficili, cominceranno a ripulire l'alveo del torrente Orco all'altezza del ponte di Cuorgnè, operazione per altro sollecitata dal sindaco Giuseppe Pezzetto. Si tratta del primo passo di una lista che pone al centro delle zone a rischio l'Eporediese lungo il rio Ribes tra Fiorano, Loranzè, Colleretto Giacosa fino alla Pedemontana. E poi Pavone, dove il Ribes funge da scolmatore della Dora Baltea con una portata di 1263 metri cubi di acqua che possono davvero fare disastri se la vegetazione la blocca. E ancora, in elenco ci sono i rii di Settimo Vittone, Borgofranco, Andrate: «C'è un problema serio con la vegetazioni negli alvei, una criticità urgente per cui bisogna intervenire prima che sia troppo tardi – dice Enzo Palmesano della Regione che fa capo al dirigente Vincenzo Coccolo e per la parte relativa all'operatività a Paolo Fasciano –. A rischio c'è il nodo idraulico nei punti in cui il Ribes, se ostruito, può rompere gli argini allagando le case. I tronchi che andremo a rimuovere rischiano di fare l'effetto diga all'altezza dei ponti, con conseguenze distruttive anche sulle infrastrutture». In ciò la Regione si sta muovendo in accordo con la Comunità montana. Nel piano è stata coinvolta anche l'Autostrada Torino Ivrea Valle d'Aosta (Ativa), che in conseguenza dell'autorizzazione all'adeguamento in corso del viadotto Marchetti, è tenuta a ripulire a monte e a valle degli attraversamenti sull'A5 da Ivrea in avanti, più altri interventi ancora all'altezza della bretella di Santhià. Quanto al consolidamento degli argini per cui l'Eporediese si è visto finanziare 1,8 milioni di euro dei 5 stanziati per tutto il Piemonte, i Comuni interessati dall'alluvione di aprile dovrebbero presentare in Regione i progetti secondo un cronoprogramma che auspica la fine dei cantieri entro la prossima primavera. I contributi interessano Settimo Vittone e Borgofranco, dove sono stati calcolati danni per 8-10 milioni di euro, e poi Andrate, Nomaglio, Montalto, Quincinetto, Pavone, Ivrea.