Caluso, l'ultimo saluto a Massimo Reda

CALUSO C'era anche l'assessore regionale al welfare Claudia Porchietto, presente in forma privata, essendo amica di famiglia, nel pomeriggio di venerdì scorso ai funerali di Massimo Reda, l'ex commerciante di 44 anni, che abitava in via Belvedere a Mazzè, sparito per sei giorni e poi ritrovato, domenica scorsa impiccato con un cavo elettrico al ramo di un grosso albero in mezzo ai boschi nei pressi del cimitero di Mazzè. La famiglia di Massimo Reda è molto conosciuta a Caluso, dove risiede e dove anche l'ex commerciante aveva abitato, e dove qualche anno fa, prima di trasferirsi a Mazzè aveva aperto un negozio di abbigliamento maschile in corso Torino. Nello stesso periodo, siamo nel 2009, si era candidato alla carica di consigliere comunale nella lista civica Movimento popolare guidata da Valter Orsini. Non entrò in Consiglio, ma continuò ad interessarsi di politica a livello provinciale nell'orbita del centrodestra. Massimo Reda aveva poi lasciato il negozio per svolgere impieghi saltuari. E sarebbe stata proprio la mancanza di certezze per il futuro a causare il suo stato depressivo, raccontato nei tre fogli di block notes lasciati sul sedile della sua auto che i carabinieri avevano ritrovato subito dopo la denuncia di scomparsa presentata dalla convivente Sara Fiorano, in località cascina Gabriella, poco distante dal depuratore di Mazzè. Quasi duecento persone, tra cui molti commercianti calusiesi, si sono stretti intorno ai genitori, alla figlia Gaia di dieci anni, avuta dal precedente matrimonio e molto legata al padre, al fratello Pierluigi che abita a San Giusto, ed alla compagna Sara. Dopo le esequie officiate dall'arciprete don Loris Cena, il corteo funebre ha proseguito per il tempio crematorio di Mappano, seguendo il desiderio espresso da Massimo nel suo scritto. (l.m.)