Scuola di Sant'Antonio, nuove polemiche

CASTELLAMONTE L'anno scolastico è cominciato, ma gli alunni della scuola primaria di Sant'Antonio non sono ritornati nella loro scuola, chiusa un paio di anni fa dopo il distacco di parte dell'intonaco dal soffitto in un'aula che rischiò di ferire un alunno. La situazione di stand by dell'edificio è ora oggetto di un botta e risposta tra il consigliere di minoranza Pasquale Mazza e la giunta Mascheroni. «Durante l'ultima campagna elettorale – rileva l'esponente del Pd - , l'attuale maggioranza, nell'incontrare i residenti delle frazione, fece della riapertura della scuola di Sant'Antonio un cavallo di battaglia. Il sindaco arrivò a promettere che lo stabile sarebbe stato riaperto entro marzo 2013 affermando che ciò sarebbe avvenuto "a costo di pagare di tasca nostra". Marzo è passato da un bel po', le scuole sono state riaperte e per il secondo anno consecutivo i 28 alunni e le loro insegnanti sono ancora alloggiati nell'edificio del capoluogo». «Della scuola di Sant'Antonio – aggiunge Mazza - nessuno ne parla più, ma certamente gli abitanti della frazione non possono dimenticare quella promessa alla quale credettero. Ma c'è di più. Ora la scuola è stata trasformata in un immondezzaio: erba alta, materassi e brandine ammucchiati alla rinfusa (quest'ultimi tolti pochi giorni fa). Che vergogna. Se avesse un minimo di dignità il sindaco dovrebbe dimettersi o per lo meno chiedere scusa». «Il rientro degli alunni nell'edificio di Sant'Antonio – ribatte il vicesindaco Giovanni Maddio – è condizionato non solo dai lavori di messa in sicurezza dello stabile, per il quale abbiamo chiesto alla Regione, un contributo di 100mila euro, ma anche dall'opportunità o meno di tenere aperta una scuola pluriclasse che ha costi non indifferenti. La decisione, in ultima analisi, verrà assunta di concerto con il direttore didattico Livio Goletto. Per quanto riguarda l'erba alta, spetterebbe al locale Ente ricreativo con il quale avevamo un accordo, tenere pulita l'area». (d.r.)