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di Nicola Corda wROMA «Della sentenza definitiva non si può che prenderne atto». E' il passaggio clou del messaggio del presidente Napolitano atteso per tutta la giornata. Una lunga nota dove gli aspetti riguardanti il futuro politico di Berlusconi dovevano essere la risposta alle richieste del Popolo della Libertà entrato in pressing sul Quirinale. «Non mi nascondo i rischi che possono nascere dalle tensioni politiche», scrive Napolitano, ma «di qualsiasi sentenza definitiva e del conseguente obbligo di applicarla non può che prendersi atto», dunque non appare ammissibile «agitare in contrapposizione a quella sentenza ipotesi arbitrarie e impraticabili di scioglimento delle Camere». Riferendosi poi alla libertà di opinione e al diritto di critica, il capo dello Stato chiede che non si violi mai «il limite del riconoscimento del principio della divisione dei poteri e della funzione essenziale di controllo della legalità che spetta alla magistratura nella sua indipendenza. Né è accettabile che vengano ventilate forme di ritorsione ai danni del funzionamento delle istituzioni democratiche». Il pensiero del Presidente va alla «preoccupazione fondamentale della stragrande maggioranza degli italiani allo sviluppo dell'azione di governo che guidi il Paese verso un deciso rilancio dell'economia e dell'occupazione». All'esecutivo e alla necessaria stabilità, Napolitano dedica la prima parte del messaggio dando l'indicazione precisa di quali siano le priorità del Paese, pur nelle legittime aspettative del Pdl. «Sarebbe fatale una crisi del governo faticosamente formatosi da poco più di 100 giorni; il ricadere del Paese nell'instabilità e nell'incertezza ci impedirebbe di cogliere e consolidare le possibilità di ripresa economica». Prima l'economia e i problemi del Paese, poi viene l'agibilità politica chiesta per Silvio Berlusconi. Un argomento sul quale il presidente della Repubblica lascia poco spazio alle aspettative di clemenza dello stato maggiore del Pdl, almeno per il momento, e si limita a precisare il perimetro entro il quale il capo dello Stato si può muovere guidato dalle norme stabilite dalla Costituzione e dal Codice di procedura penale. «Sono stato chiamato in causa in modo spesso pressante e animoso per risposte o "soluzioni" che dovrei e potrei dare a garanzia di un normale svolgimento, nel prossimo futuro, della dialettica democratica e della competizione politica», si legge nel messaggio, che specifica che «la normativa vigente esclude che Silvio Berlusconi debba espiare in carcere la pena detentiva e sancisce precise alternative, che possono essere modulate tenendo conto delle esigenze del caso concreto». In ogni caso il Presidente ribadisce (dopo averlo ripetuto varie volte in queste settimane) che «nessuna domanda mi è stata indirizzata cui dovessi dare risposta». I margini del'iniziativa del Colle sugli atti di clemenza sono dunque stabiliti dalle leggi e dalla prassi giuridica che negli ultimi casi dei provvedimenti di grazia ha sempre ritenuto essenziale la presentazione di una domanda. «Dopo un esame obiettivo e rigoroso - si legge nelle indicazioni di Napolitano - spetta al ministro della Giustizia fare un'istruttoria per valutare se sussistono le condizioni che, senza toccare la sostanza della sentenza passata in giudicato, possono motivare un eventuale atto di clemenza individuale che incida sull'esecuzione della pena principale». Dunque per ora anche in attesa di una nuova sentenza sulla pena accessoria che la Corte d'Appello di Milano è chiamata a ricalibrare, non ci sono soluzioni politiche e «toccherà a Silvio Berlusconi e al suo partito - scrive il capo dello Stato in conclusione - decidere, della funzione di guida finora a lui attribuita». Infine un appello al rispetto dei doveri in uno stato di diritto e alle esigenze di distensione tra le forze politiche: un passaggio in cui Napolitano fa l'unica concessione al Pdl chiedendo «serenità e coesione per poter affrontare problemi di fondo dello Stato e della società, compresi quelli di riforma della giustizia, da tempo all'ordine del giorno». ©RIPRODUZIONE RISERVATA