Senza Titolo
di Annalisa D'Aprile wROMA In cerchio come in un'assemblea studentesca, alcuni seduti a terra con le gambe incrociate, altri appoggiati sui tavoli: sono i nuovi parlamentari della Terza Repubblica, i neoeletti in forza al Movimento 5 Stelle che ieri si sono riuniti per la prima volta nella saletta dell'hotel romano Saint John. Oltre cento (sui 163 totali) deputati e senatori, arrivati con zainetti in spalla e trolley al seguito, si sono dati appuntamento nello stesso luogo d'attesa del risultato delle elezioni per conoscersi e stabilire... la linea politica? No quella la detta il leader, Beppe Grillo. Allora la comunicazione? Nemmeno, è compito di Casaleggio («ha costruito un impero, facciamo decidere a lui» dice un eletto della Sicilia). Forse come uscire dallo stallo post elettorale? «Non stiamo prendendo decisioni per il Paese» rassicura il neo senatore 5Stelle Vito Crimi. Buono a sapersi. Quindi? «Si tratta solo di una riunione organizzativa e di decidere le strategie» continua Crimi, che uscendo dall'hotel è stato quasi inghiottito dalla folla di giornalisti e operatori in assedio. Che la linea la detti la base è chiaro al punto che, molte ore prima della convention, Beppe Grillo da Bibbona (Livorno) fa arrivare, tramite il blog, un messaggio chiaro ai suoi: bisognerebbe «cacciare a calci» i parlamentari che cambiano casacca. L'attacco del comico parte con l'analisi dell'articolo 67 della Costituzione, che consente al parlamentare di esercitare le sue funzioni "senza vincolo di mandato" e lo bolla come «circonvenzione di elettore». Un monito ai neoeletti che, per ora, seguono alla lettera la consegna del silenzio indicata dal leader. E mentre sulla spiaggia di Bibbona Grillo dribbla i giornalisti concedendosi ancora una volta solo ai quotidiani stranieri (con un'intervista al New York Times), al Saint John tra i grillini riuniti uno dice: «I giornalisti? Prendiamoli per il c…». A dirla tutta, per una volta sono i cronisti italiani che gabbano il movimento infiltrandosi nel meeting nonostante i controlli. È così che arriva l'immagine dell'assemblea studentesca in circolo e il racconto degli interventi, 3 minuti per tutti quelli che si sono iscritti a parlare. Dopo tre ore, gli eletti, che oggi incontreranno Grillo e Casaleggio per decidere le questioni importanti, si sono più o meno accordati su una serie di dettagli organizzativi. Tipo: creare una mailing list di Google di servizio (un "Google group") per gli appuntamenti, con un sistema di "alert" sui calendari dei cellulari («Chi ha lacune prenda ripetizione dagli altri» ha detto lapidaria Roberta Lombardi, del M5s di Roma riferendosi all'alert); aprire un forum che si occupi di logistica, curricula degli assistenti dei parlamentari, informazioni utili su affitti e alloggi a Roma (molti di loro infatti dovranno trasferirsi nella Capitale o fare i pendolari). Gli eletti decidono inoltre che i gruppi di Camera e Senato dovranno avere "una sola linea, non due" e che per questo si incontreranno fisicamente una volta alla settimana. Poi si lasciano andare ad altri commenti: «Attenti a chi si avvicina ora per fare l'attivista. Sta entrando di tutto e le persone vanno canalizzate», dice un esponente. E qui c'è il primo scricchiolio della linea improntata alla chiusura: «Dobbiamo dire qualcosa ai milioni di persone che ci hanno portato qui. La gente vuole sapere che intenzioni abbiamo» replica la senatrice Paola Taverna che aggiunge: «Da una parte siamo un modello di apertura e poi chiudiamo a tutti, non perdiamo le persone che ci hanno portato qui». Che intenzioni ha il M5S se lo chiedevano anche i tanti simpatizzanti in coda ieri a Montecitorio per visitare la Camera, aperta ogni prima domenica del mese. Richiamati dall'invito lanciato sul sito a "riappropriarsi" dei luoghi delle istituzioni, cittadini, turisti ed elettori hanno affollato la piazza. Erano centinaia, il triplo rispetto al solito. Mentre la banda dell'esercito suona l'inno d'Italia, Daniele, 23 anni, cerca di individuare qualche neoeletto in coda, poi dice: «Sono persone comuni, come noi, ci fidiamo di loro». ©RIPRODUZIONE RISERVATA