Minetti: «Io sto zitta per il bene di tutti...»

di Gabriele Rizzardi wROMA «Per il bene di tutti, non ho intenzione di rilasciare dichiarazioni, non rispondo a nessuna domanda». Sono passate da poco le 11 e Nicole Minetti, abbronzatissima, prova a sfuggire all'attacco dei cronisti che la seguono fino in bagno per chiedergli quando si dimetterà. Ma lei resiste, si trincera dietro il più classico no comment. Poi si lascia sfuggire quel "meglio che non parlo". Una minaccia o solo un modo per alzare la posta nel tentativo di strappare una "buonuscita" al Cavaliere (si parla un contratto milionario ad Hollywood)? Dimettersi ora significherebbe rinunciare all'indennità vitalizia che scatta a metà legislatura. Calendario alla mano, ottobre prossimo. Lei, invece, deve andare via subito. A chiederglielo è stato il segretario del Pdl, Angelino Alfano. Troppo poco per la ex ballerina di Colorado Cafè che nel consiglio regionale della Lombardia è entrata perché imposta dal Cavaliere nel listino bloccato di Formigoni. E solo Berlusconi, adesso, può trovare una "soluzione". Ragion per cui la Minetti ieri sera si è precipitata ad Arcore per incontrare a cena l' amico Silvio e discutere i termini di un accordo che si dovrebbe concludere con le sue dimissioni. Nell'attesa che la situazione si sblocchi, a rendere ancora più teso il clima nel Pdl è la rivolta degli ex An. Il nervosismo sta oltrepassando i livelli di guardia e c'è già chi pensa di usare la piazza contro Silvio Berlusconi. L'idea non è dei sindacati ma di una pattuglia di parlamentari che ha organizzato per il 26 luglio a Roma una manifestazione il cui obiettivo è chiedere le primarie del Pdl e dare una spallata ai propositi del Cavaliere, che alle prossime elezioni vorrebbe presentarsi con un partito "leggero" e con un simbolo costruito attorno a Forza Italia. Gli ex An non si arrenderanno facilmente e nel quartier generale del Pdl c'è chi dice che Ignazio La Russa starebbe già preparando un proprio partito, una sorta di Alleanza Nazionale 2. Intervistato dal Tg3, l'ex ministro della Difesa si dice disposto ad accettare la candidatura del Cavaliere ma ribadisce il suo no a una nuova Forza Italia e non pensa di lasciare il Pdl: «Andarcene? No, sarebbero altri ad andare via. Chi vuole andare indietro lascia a chi resta. Noi pensiamo che il ritorno al passato, nel nome e nella sostanza, non sia qualcosa di positivo».ù La giornata si chiude con un velenoso botta e risposta. «Ignazio dovrà cantare l'inno di Forza Italia. Ve lo immaginate?» sibila Italo Bocchino. «Non rispondo alle sciocchezze di Italo, che deve cantare Bandiera Rossa insieme a Fini...» ribatte La Russa. ©RIPRODUZIONE RISERVATA