Legge elettorale, stallo sul presidenzialismo
ROMA Il timing, tre settimane per provare a trovare un accordo sulla legge elettorale, è stato concordato nei giorni scorsi tra Pier Luigi Bersani e Angelino Alfano. E fa ben sperare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano convinto che «ci siano molte riforme in dirittura d'arrivo». Meno chiaro è, però, l'esito della ripresa delle trattative tra i partiti per cercare di superare il Porcellum. Il Pdl mette come condizione per il doppio turno ,gradito al Pd, il via libera all'emendamento sul semipresidenzialismo che però dovrebbe essere bocciato da Pd e Udc quando, la prossima settimana, sarà messo al voto a Palazzo Madama. Una via di uscita potrebbe essere il ritorno al modello proporzionale, alla cosiddetta "bozza Abc", sulla quale i partiti avevano trovato un'intesa prima delle amministrative. Magari, come ha proposto ieri Luciano Violante, accentuando «il carattere maggioritario dello schema avvicinandoci ancor più al modello spagnolo, con una soglia di sbarramento al 5% e un premio per la coalizione vincente». L'ipotesi di un modello proporzionale piace da sempre all'Udc e Pier Ferdinando Casini ha ricordato che «l'accordo già c'era». Sabato Casini, Alfano ed Enrico Letta si sono confrontati a Santa Margherita Ligure. Tutti concordano sulla necessità di definire una legge elettorale che, oltre a restituire ai cittadini la scelta dei parlamentari, possa garantire la governabilità. Per Letta, per tornare a legittimare il ruolo di parlamentare mentre soffia l'antipolitica, «sarebbero meglio le preferenze» ma nel Pd le idee sono diverse e la direzione di venerdì scorso ha votato la relazione del segretario Bersani che chiede un ritorno dei collegi uninominali. Il dibattito sulla legge elettorale è per ora bloccato da quello sul presidenzialismo. Il Pdl sembra non volersi smuovere dalla proposta di doppio turno e presidenzialismo fatta da Silvio Berlusconi e trasformato in emendamento che il Senato voterà nei prossimi gironi. E a sostegno della proposta, ieri il Corriere ha pubblicato una lettera-appello di professori universitari per i quali «oggi è possibile un accordo virtuoso tra i riformisti di questo Paese» sul presidenzialismo e il doppio turno. Solo dopo quel voto, si capirà se ci sono ancora possibilità di cambiare l'attuale legge elettorale.