La fronda di Pisanu: «Oltre il Pdl»
di Maria Berlinguer wROMA Grandi manovre nei partiti in vista della prossime elezioni. Beppe Pisanu lancia con una trentina di parlamentari la fronda «Oltre il Pdl», l'Udc accelera sulla nascita del "Polo della nazione" e già si parla di una lista del ministro Passera con Riccardi e Moavero. Per non parlare del fitto corteggiamento da parte di Silvio Berlusconi di Luca Cordero di Montezemolo che il Cavaliere immagina candidato nel 2013. Beppe Pisanu alla fine è uscito allo scoperto e con Lamberto Dini scrive un manifesto per una nuova casa dei liberaldemocratici che getti le basi per un nuovo scenario politico basato su due soggetti forti e alternativi tra loro ma non più caratterizzato da logiche di contrapposizioni pregiudiziali. Obiettivo gettare le basi per un'alleanza con il Terzo Polo di Casini e Fini. Che subito applaudono all'iniziativa. «E' un utile contributo alla riflessione che i partiti devono fare», commenta Casini. «Da Pisanu analisi lucida, ora vediamo il Pdl», aggiunge Fini. Per Crosetto (Pdl) si tratta del «bacio della morte» a Pisanu. Fatto sta che la fronda già raccoglie la firma di 27 senatori del Pdl. Ma nel partito di Berlusconi sono tanti che guardano con favore la proposta. «Se Beppe vuole aiutarci a costruire la sezione Italia del Ppe bene! Costruire la grande casa dei moderati è il percorso a cui sto lavorando anch'io», assicura persino Angelino Alfano. «Il Pdl può essere il motore principale di tale processo ma non può pretendere di guidarlo da solo: siamo convinti che il meglio della sua esperienza politica si salva soltanto con la partecipazione, insieme ad altri e in condizione di pari dignità, ad un nuovo movimento liberaldemocratico, laico e cattolico, nazionale ed europeista, egualmente contrario ad ogni forma di estremismo», recita il documento. I frondisti chiedono ai parlamentari di accelerare sulle riforme sulla legge elettorale per «non perdere una storica occasione per il rinnovamento dei partiti e della vita politica nazionale». In una logica e spietata analisi della crisi dei partiti «caduti così in basso nella stima dei cittadini» i frondisti spiegano che con la nascita del governo dei tecnici e l'esplosione della questione morale, il sistema politico italiano si è disarticolato: il bipolarismo è saltato e i partiti procedono in ordine sparso, fluttuando tra impotenza e senso della responsabilità, nel vuoto politico che essi stessi hanno creato». L'idea esplicitata in quattro pagine, è quella di puntare su un sistema elettorale proporzionale ma «a effetto maggioritario» che porti alla nascita di due grandi partiti a vocazione maggioritaria, alternativi ma pronti a collaborare ove, come oggi, ve ne fosse la necessità. Anche Berlusconi si muove dietro le quinte. All'inizio di aprile ha incontrato Luca Cordero di Montezemolo. L'idea del Cavaliere sarebbe quella di una Lista civica da affiancare al Pdl o a quello che ne resterà. Chi è già un pezzo avanti ai nastri di partenza per le future elezioni è il Terzo polo. Oggi nella costituente per il centro presieduta da Sabino Pezzotta, saranno azzerate tutti i vertici dell'Udc, primo passo in avanti per la nascita del Polo della nazione che potrebbe attirare anche alcuni dei ministri tecnici di Monti. Dopo le amministrative al posto di Udc, Fli e Api ci sarà una confederazione con un proprio simbolo. L'annuncio di Casini di novità imminenti per il Terzo Polo con l'outing su possibili ministri pronti a schierarsi con lui, ha irritato Gianfranco Fini che ieri ha incontrato sia Casini che Rutelli. Il leader Udc ha dunque precisato che per ora le novità riguardano solo il suo partito. «Gli annunci del terzo Polo li facciamo insieme», ammonisce Fini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA