Intercettazioni, il Pdl attacca le procure

ROMA Silvio Berlusconi mette fretta ai suoi: approvare in fretta la legge sulle intercettazioni per fermare la «barbarie». Ma alla prima prova dell'aula il ddl rallenta la sua marcia verso il voto, inciampando alla Camera, e l'esame del provvedimento slitta alla prossima settimana, tanto che l'IdV parla di «autostruzionismo dell maggioranza». Con la riforma della giustizia che resta al primo punto dell'agenda del premier accerchiato dalle inchieste, non si esclude la fiducia. Il Pdl attacca: «Una lesione grave e continuativa del diritto di difesa costituzionalmente sancito» sarebbe stata commessa ai danni del Cavaliere da parte delle procure di Milano, Napoli e Bari, sostengono i capigruppo alla Camera e al Senato in una interrogazione al Guardasigilli Nitto Palma in cui sollecitano una ispezione negli uffici giudiziari sotto accusa per «evidenti violazioni di legge». «C'è un accanimento» affermano in conferenza stampa Maurizio Gasparri, Fabrizio Cicchitto e Gaetano Quagliariello, elencando i casi in cui i pm avrebbero violato i diritti del Cavaliere, dai processi Mills, Mediaset e Ruby, fino alle inchieste P4 e Lavitola-Tarantini. Delle «lesioni» sarebbe stato vittima anche il deputato Alfonso Papa. Ma se fuori dall'aula il Pdl è in movimento rapido, alla Camera rallenta. Iniziata e subito sospesa la seduta per l'esame del ddl intercettazioni, tutto è rinviato a mercoledì. «E' probabile che metteremo la fiducia» annuncia il parlamentare Massimo Corsaro, «via la gogna mediatica come strumento di lotta politica». Ma Umberto Bossi frena: «Fiducia? Passa anche senza. Il ddl serve a far diventare il nostro Paese normale» dice, mentre Berlusconi continua a scherzare su tutto: «Da quando sanno che sono intercettato non mi chiama più nessuno. Venite a trovarmi» ride incontrando i suoi a Montecitorio. Il giorno dopo l'approvazione delle norme che prevedono il bavaglio per la stampa fno all'udienza filtro e le sbarre per i giornalisti, nella maggioranza però affiorano posizioni diverse. «Le intercettazioni sono un problema secondario rispetto alla drammaticità della crisi» ammonisce il senatore Pdl Giuseppe Pisanu, mentre sul carcere «una ulteriore riflessione potrebbe essere utile» dice il capogruppo della Lega in commissione Giustizia Nicola Molteni, lanciando un segnale al Pd che ha presentato un emendamento che prevede in alternativa «l'arresto o l'ammenda». I Democratici apprezzano, ma annunciano battaglia: «E' un colpo di mano» denuncia il segretario Pierluigi Bersani. «Continueremo a usare tutti gli strumenti per opporci» dice la capogruppo in commissione Giustizia Donatella Ferranti, definendo l'interrogazione del Pdl «una intollerabile ingerenza» con il premier che «usa il parlamento come appendice del propio collegio difensivo». L'IdV avverte: «Se questo diabolico disegno dovesse passare, i nostri parlamentari pubblicheranno le intercettazioni». (m.r.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA