Rifiuti, 30 giorni per la nuova società poi l'asta pubblica

CINTANO Trenta giorni per creare la nuova società che dovrebbe rilevare Asa Servizi. E' quanto avrebbe concesso, ai sindaci dei 52 Comuni, il commissario Stefano Ambrosini prima di bandire un'asta pubblica. Entro luglio, infatti, Ambrosini emetterà il bando per l'acquisizione del servizio della raccolta rifiuti e ci sono forti dubbi che la NewCo possa parteciparvi, non essendo ancora nata. «Pare sia già in contatto con un'azienda privata – rileva Alfredo Ghella della Cgil -. Se fosse vero sarebbe il fallimento di alcuni primi cittadini canavesani che dovrebbero dimettersi per incapacità». Un'accusa molto pesante verso quei sindaci che, dopo aver fatto parte di una società sull'orlo del fallimento (il Consorzio Asa ha debiti per oltre 75milioni di euro), ora non riescono a dare vita alla NewCo rischiando non solo che il commissario venda Asa Servizi ad un gruppo privato, con il conseguente aumento dei costi, ma anche pregiudicando i posti di lavoro degli attuali dipendenti Asa. Ghella punta anche il dito nei confronti di quei primi cittadini che un mese fa, avevano firmato (e poi non rispettato) l'accordo davanti al prefetto di Torino per creare un unico statuto della NewCo, inserendo nel testo le modifiche proposte dai 32 piccoli Comuni. L'appello di Ghella è stato accolto dall'amministrazione comunale di Cintano che, nei giorni scorsi, al termine di un consiglio comunale aperto alla popolazione, ha espresso "sconcerto e preoccupazione per la situazione di immobilismo e di silenzio" riguardo al compimento dell'iter che, dopo la scadenza fissata del 20 maggio scorso per l'approvazione delle delibere per lo statuto, poteva essere ormai al traguardo. Nella lettera inviata ai 52 sindaci, alle Comunità Montane, agli assessori regionali e provinciali al Lavoro e Ambiente e ad Ambrosini, il consiglio comunale di Cintano rileva che "tutti i sindaci, protagonisti di questa vicenda possono considerarsi responsabili". «Faccio un appello a chi, delegato al assumere la guida del processo – spiega il sindaco Luciana Giachetti –, ora resta in atteggiamento di passiva attesa degli eventi, forse confuso da iniziative scomposte e contraddittorie rispetto all'intesa tra le parti raggiunta lo scorso 11 maggio in Prefettura, alla presenza di tante autorità». «E trascorso più di un mese da quella data - aggiunge Giachetti -, e tra poco più di un mese possiamo aspettarci una soluzione del problema Asa ben diversa da quella che auspichiamo in molti». Secondo gli amministratori di Cintano l'obiettivo di costruire una realtà nuova, partecipata e rispondente agli interessi dei cittadini e del territorio, ha chiarito anche che "le responsabilità del risultato ricadono ugualmente sulle amministrazioni dei Comuni piccoli e grandi, senza alibi possibili poiché, nei tempi stabiliti, ciascuno ha potuto esprimere i propri pareri e proposte". Le assemblee dei sindaci sono state una buona palestra di confronto, ma si teme che il risultato sia amaro per tutti. Dario Ruffatto