Con il Nabucco si celebra in piazza il 150° dell'Unità
IVREA La seconda opera in cartellone di "Palcoscenico sotto le stelle" celebra il 150° dell'Unità d'Italia con Giuseppe Verdi, che partecipò alla prima seduta del Parlamento del Regno d'Italia, tra i parlamentari appena eletti, il 17 marzo 1861. L'opera è "Nabucco" da sempre riferimento ed emblema dell'Italia unita che accese negli animi italiani il primo sentimento nazionale. L'opera va in scena a Ivrea in piazza Ottinetti (in caso di pioggia all'Officina H) giovedì 23 (inizio alle 21,30) con un ricco cast. I ruoli principali sono interpretati da Carlo Morini (Nabucco), Fernanda Costa (Abigaille), Luigi Frattola (Ismaele), Mariacarla Baldi (Fenena), Samuel Tao (Zaccaria). Intervengono il Coro Lirico di Parma (Romano Oppici, maestro), Orchestra Sinfolario (Roberto Gianola, concertatore e direttore), Raffaele Tintori (regia e scene), Roman's/Acmc (luci e costumi). Nabucco è un dramma lirico in 4 atti su libretto di Temistocle Solera, la cui prima esecuzione avvenne al Teatro alla Scala di Milano il 9 marzo 1842. L'azione del dramma si svolge a Babilonia e a Gerusalemme. Radunati nel tempio di Salomone, gli ebrei piangono sulla sorte di Israele sconfitto da Nabucco (contrazione dell'originale Nabuccodonosor), re di Babilonia che alla testa del suo esercito sta per entrare in città. Vari personaggi, colpi di scena, momenti drammatici, atti di eroismo e di nostalgia (il famoso coro degli ebrei, "Va pensiero sull'ali dorate") si susseguono per raggiungere il lieto fine. Terza opera di Verdi, Nabucco è di importanza vitale per il giovane compositore che prese lo spunto dalla situazione del Lombardo-Veneto occupato dalgi austriaci per realizzare un'opera velatamente patriottico. Non c'è dubbio che il successo dell'opera fu dovuto anche a motivi strettamente politici: in quattro mesi il Nabucco ebbe ben 57 rappresentazioni. Massimo Mila, il nostro grande critico, ha lasciato scritto: "Il Nabucco non è il dramma di personaggi, bensì uno statico affresco corale, dove il più alto livello di vita scenica e di liricità è raggiunto sicuramente dalla massa del popolo ebraico". Non si può tuttavia sottovalutare il rilievo vocale ed espressivo che Verdi ha conferito tanto al protagonista quanto, soprattutto ad Abigaille autentico soprano drammatico. Sergio Giolito