Rifiuti: la metà dei Comuni non delibera
ALTO CANAVESE.Si fa sempre più difficile la nascita della 'Aec", la società che dovrebbe rilevare Asa Servizi. Venerdi scorso, i sindaci di 29 dei 52 Comuni del Consorzio Asa hanno lanciato un vero e proprio aut-aut: «Chiediamo alcune modifiche allo statuto e l'immediato ripristino del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, altrimenti non approveremo il documento». Richiesta ‘bocciata' dai lavoratori e dai sindacati, mentre il Circolo del Pd della Valchiusella accusa di ‘ostruzionismo' i sindaci dei piccoli Comuni.
A sottoscrivere la richiesta di modifiche alla statuto sono stati, al termine della riunione tenutasi a Locana, i primi cittadini di undici Comuni delle Valli Orco e Soana (Alpette, Ceresole Reale, Frassinetto, Ingria, Locana, Noasca, Pont, Ribordone, Ronco, Sparone e Valprato Soana), cinque della Valchiusella (Brosso, Meugliano, Rueglio, Traversella e Vico) tre della Valle Sacra (Castelnuovo Nigra, Colleretto Castelnuovo e Chiesanuova) e dieci dell'Alto Canavese (Busano, Canischio, Favria, Forno, Ozegna, Prascorsano, Pratiglione, Rivara, San Colombano Belmonte e Valperga).
«Al momento - spiegano - non abbiamo elementi obiettivi per sostenere che la soluzione NewCo sia la strada più efficace e più economica per il governo dei rifiuti del territorio, cosi diverso tra pianura e montagna per condizioni geofisiche e di storica organizzazione del servizio. La nostra adesione, ad oggi, implica la certezza di dover conferire un ingente capitale in assenza di un piano finanziario definitivo».
I 29 sindaci, tuttavia, si impegnano di portare entro il 20 maggio prossimo, nei rispettivi consiglio comunali, la proposta di approvazione dello statuto della NewCo, a patto che questo contenga alcune modifiche, nonché il ritorno alla raccolta dei rifiuti. Il capitale sociale dovrà essere di 1,50 euro per abitante che verrà integrato fino a 5 euro ad avvenuta approvazione del iano finanziario definitivo. I sindaci chiedono, inoltre, che il consiglio di amministrazione della nuova società sia composto da tre membri: uno in rappresentanza dei Comuni sotto e 5mila abitanti, uno sopra i 5mila ed il terzo senza vincoli di rappresentanza. E, infine, di aggiungere un nuovo articolo che preveda il diritto di recessione per tutte o parte della proprie azioni. La richiesta di ritorno immediato alla raccolta dei rifiuti nei centri ‘ribelli' è stata però bocciata da dipendenti e sindacati.
«Finchè non verrà approvato lo statuto - spiegano - continueremo la protesta». Pesanti critiche ai Comuni che ad oggi non hanno ancora deliberato arrivano, invece dal coordinatore del Circolo del Pd della Valchiusella, Fausto Bertoldo che osserva: «Condanniamo l'irresponsabile ostruzionismo degli amministratori dei 29 Comuni verso la soluzione proposta, e questo senza portare idee o soluzioni alternative». Presa di mira anche Marina Carlevato, nel suo doppio ruolo di sindaco di uno dei Comuni che ancora non hanno deliberato e presidente della Comunità Montana Valle Sacra, Chiusella e Dora Baltea.