Smat, lavori in corso per quattro milioni Il caso dell'enfiteusi
SETTIMO VITTONE. Con la dichiarazione di pubblica utilità, il Comune ha affidato pieni poteri d'azione alla Smat per avviare i procedimenti di legge utili alla realizzazione, sul proprio territorio, del tratto di collettore fognario che gestirà i reflui urbani di tutti i centri compresi tra Carema e Montalto Dora. Il via libera, all'unanimità, è stato ufficializzato nel corso del consiglio comunale convocato mercoledi sera. La Società Risorse Idriche di Torino ha redatto il progetto preliminare ma la concessionaria dell'opera è la Smat cui servono appunto le deleghe per potersi muovere.
A partire dall'individuazione delle aree di servitù, con relativi espropri, utili per cantierare tutti gli interventi in programma che richiederanno, da parte della società, investimenti piuttosto ingenti, superiori ai quattro milioni di euro.
Il consigliere di minoranza, Domenico Gabriele, ha chiesto di inserire alcuni accorgimenti tecnici che Smat dovrà impegnarsi a verificare: il primo in località Montestrutto, nel punto in cui il percorso del microtunnel che verrà ricostruito rischia di essere compromesso da possibili piene della Dora Baltea. Gabriele ha inoltre chiesto che si proceda anche al collegamento tra il collettore e il depuratore sud, situato nei pressi dello stabilimento Ergotech.
Il consiglio comunale dell'altra sera ha poi messo mano ad una curiosa deliberazione risalente al 7 febbraio 1892 dell'allora Comune di Montestrutto. In questa determina secolare veniva deliberato l'istituto dell'enfiteusi perpetua (diritto di godimento su una proprietà altrui) su alcuni terreni di proprietà comunale in Regione Ghiare, prima destinati solamente al pascolo, che l'amministrazione dell'epoca intendeva valorizzare con altri usi coinvolgendo i privati.
Questo beneficio acquisito da numerose famiglie è stato quindi tramandato di padre in figlio, di generazione in generazione per oltre cento anni e sino ai giorni nostri, senza alcun genere di modificazione. Alcuni beneficiari hanno chiesto ora di ottenere parte di quel fondo in proprietà, trasformando il diritto di enfiteusi (che prevede il solo godimento) con l'effettivo possesso. Il Comune di Settimo Vittone si impegna quindi a risalire a tutti i beneficiari interessati a riscattare questo diritto, anche se l'impresa non si annuncia semplice. Gli interessati sono quindi pregati di rivolgersi agli uffici comunali per facilitare questo percorso. Il riscatto avverrà previo pagamento di una somma che verrà stabilita secondo determinati calcoli definiti dall'amministrazione comunale stessa. Chi avesse edificato in quell'area nel corso di questi decenni, chiaramente non subirà conseguenze, avendo mantenuto fede agli intendimenti dell'amministrazione che, a fine Ottocento, era determinata a veder migliorati sotto il profilo qualitativo quei terreni adibiti solo a pascolo di bestiame. Un'abitazione risponde infatti a questi parametri.
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Amelio Ambrosi