QUELLE PAROLE DI SAGGEZZA CONTRO IL RISCHIO INTOLLERANZA
Non è facile essere buoni cittadini, soprattutto in circostanze di forte tensione. Bisogna quindi dare atto a Diego Locatelli, sindaco di Brembate di Sopra, di aver agito con intelligenza e serietà nel condannare, lui che è della Lega Nord (partito spesso tentato dalla deriva xenofoba), le esuberanze razziste germogliate nelle ultime ore nel bergamasco.
Alla notizia del fermo di un operaio nordafricano per la scomparsa della giovanissima Yara Gambirasio, in paese sono apparse le solite scritte contro gli immigrati che «ci rubano il lavoro e violentano le nostre donne» e, intervistato da qualche tv, un tipo piuttosto vivace ha precisato minacciosamente che «quello è il sindaco e dice cose da sindaco, io sono un cittadino e la penso da cittadino», come se l'equilibrio mostrato da Locatelli fosse un dono celeste della sua carica, mentre i cittadini semplici fossero autorizzati a andare in giro con machete a caccia di immigrati.
Tra il caso di Yara e la non meno terribile morte di sette ciclisti vicino a Lamezia Terme investiti da un giovane marocchino drogato, si può intuire da subito qual è il menù della discussione che ci aspetta nei prossimi giorni. Più immigrati vuol dire più delinquenza?
I disperati che arrivano con ogni mezzo in Italia in cerca di un futuro sono da considerarsi una risorsa, come sembrano pensare gli imprenditori che li mettono al lavoro nei loro cantieri e aziende, o una minaccia, come ritengono quelli che si scatenano su Facebook gridando che gli immigrati «ci rubano il lavoro e violentano le nostre donne»?
Naturalmente, le risposte a queste domande le conosciamo tutti da un pezzo. Sappiamo che il lavoro degli immigrati vale il 10 per cento del prodotto interno lordo italiano, che l'attitudine alla delinquenza degli stranieri è pari a quella degli italiani, che gli immigrati clandestini commettono, per motivi intuibili, più reati di quelli regolari e integrati nel tessuto sociale italiano, se non altro perché più facilmente finiscono per ingrossare le fila della manovalanza criminale, e che comunque le ondate migratorie dal Sud del mondo sono un fenomeno di tale portata che pensare di risolverlo chiudendo le porte è pia illusione.
Tutti questi bei ragionamenti però, proprio perché sono ragionamenti e non urla, non serviranno a molto. Le statistiche continuano a dire che il 60 per cento degli italiani sono spaventati dall'immigrazione (come anche nel resto d'Europa) e pensano che quegli stessi stranieri che badano alla loro nonna o sgobbano in fabbrica, siano ugualmente sospetti e potenzialmente pericolosi. Perché non si sa mai, quelli là, cosa pensano veramente.
Al fondo di tutto rimane sempre il desiderio malato di ogni popolo di sentirsi migliore, e il nostro non è diverso. Superfluo sottolineare che nessuno si è sognato ad Avetrana di affiggere cartelli inneggianti alla legge del taglione come è avvenuto in queste ore a Brembate.
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Luigi Irdi